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Strehler in mostra a Palazzo Reale di Milano

Sara Riboldi

La splendida Sala delle Cariatidi a Palazzo Reale ospita fino al 4 febbraio 2018 l’emozionante mostra “Strehler fra Goldoni e Mozart. Mostra - Laboratorio”, che celebra il teatro del grande Maestro Giorgio Strehler a vent’anni dalla sua scomparsa. Promossa e prodotta dal Comune di Milano Cultura, Palazzo Reale, in collaborazione con Piccolo Teatro di Milano, Teatro alla Scala e Mondo Mostre Skira, con la partecipazione della Fondazione Cerratelli, del Teatro dei Documenti e di Teche RAI, inserita nel palinsesto Novecento italiano, la mostra è curata da Lorenzo Arruga, vicino a Strehler come studioso di teatro e di musica. Video, fotografie, bozzetti, figurini, elementi di scenografia, costumi. Immagini, suoni, parole, emozioni e rivelazioni, ricordi e scoperte di una meravigliosa stagione milanese guidano il visitatore in una vera mostra-laboratorio, dove ricerca e invenzioni sono proposte al pubblico come un lavoro che continua e che offre spunti per il futuro. Con un allestimento innovativo, la mostra offre un’immagine suggestiva del teatro di Strehler, attraverso video di sintesi degli spettacoli e di approfondimento su tecniche e personaggi, fotografie di momenti diventati famosi, bozzetti e figurini, modellini o elementi di scenografia, insieme a costumi memorabili, che ripercorrono la vicenda teatrale di Strehler, dalla felice età delle prime invenzioni, nell’innocenza di Arlecchino servitore di due padroni Il ratto dal serraglio, alle dure conquiste del Don Giovanni e del Così fan tutte. La poesia di Strehler è indimenticabile. Come non ricordare, per esempio, L’anima buona di Sezuan (di Bertolt Brecht), in cui la dolcezza dell’anima buona della protagonista si scontra con una società dura e arrivista. Ma torniamo a citare anche Arlecchino servitore di due padroni (di Carlo Goldoni): poesia pura ma al tempo stesso brioso, Arlecchino rappresenta ciascuno di noi, tra gioie e dolori e che lotta per la sopravvivenza. L’uomo è il protagonista di Strehler, colto in tutti i suoi rapporti: con se stesso, con la società, con la politica, con la storia. L’umanità e la riflessione sulla realtà, tradotta in poesia, fanno di Strehler non un Maestro ma il Maestro. E la celebrazione a Palazzo Reale non può che omaggiarlo.