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Roma declassata dal Rapporto sull’economia creativa e culturale della Commissione Europea

RV

Non ne esce bene Roma Capitale dal primo Rapporto sull’economia creativa e culturale, pubblicato dalla Commissione Europea. Lo studio misura l’indotto economico legato a cultura, moda, design, artigianato, innovazione, cinema e audiovisivo in 168 città di grandi e medie dimensioni di 30 Paesi dell’Unione europea, più Svizzera e Norvegia. Roma è 74esima con un punteggio inferiore a 27,(nella classifica delle città con più di un milione di abitanti, Roma è al 17° posto su 21) lontana dalle prime posizioni occupate da Parigi con 63 punti, seguita da Copenhagen ed Eindhoven. Pur vantando il Patrimonio storico, artistico, architettonico ed archeologico più importante al mondo, resta nei posti di coda per quanto riguarda qualità dei servizi ed opportunità di lavoro e di sviluppo per i settori analizzati dal rapporto. In termini di occupazione e valore economico, Roma è 13esima con 33 punti, a metà tra la prima (Parigi con 80) e i fanalini di coda Marsiglia(22) e Birmingham (17). Ma la situazione peggiora con i servizi e la burocrazia; qui Roma è posizionata dal Rapporto al 19esimo posto con 21 punti. In Europa è l’unica capitale ad essere superata da altre città italiane quali: Bologna Firenze e Milano (considerata una delle capitali creative d’Europa). In Europa, il rapporto della Commissione pone Praga nei primi posti per il turismo culturale e Karlsruhe in vetta per il suo polo tecnologico che con 1600 ingegneri è impegnata a creare lavoro ed opportunità di crescita proprio nel settore della cultura. In Italia i casi positivi presenti nel rapporto riguardano: Torino Parma e Milano. «Con il suo patrimonio, Roma dovrebbe essere ai primi posti in Europa — spiega Gianpaolo Manzella consigliere regionale Pd e promotore della legge, all’esame in Consiglio, sull’economia creativa a Roma — ma è indietro perché sconta problemi e assenza di una strategia di lungo termine». La città vanta Cinecittà e Auditorium, un parco archeologico tra i più importanti al mondo, un polo di start-up e artigiani digitali, ma non ha un piano di crescita condiviso tra enti locali e imprenditori. «Si rafforzino formazione e servizi — conclude Manzella — la Regione ha avviato laboratori per aiutare le start-up, ma Roma deve favorire investimenti e puntare sulla cultura». Eppure l’economia creativa in Italia vale 90 miliardi e occupa 1,5 milioni di lavoratori. Roma ed il Lazio, generano un volume di affari da 14 miliardi l’anno con 41mila addetti.