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Progetti in corso e nuove attività nel futuro di Cinecittà tornata “pubblica”

Laura Gigliotti

Foto: Sala Fellini, panoramica costumi. ®Black Alpaca Photography

Riportare Cinecittà a ciò che ha rappresentato negli anni d’oro di Federico Fellini e de “La dolce vita”, restituire alla fabbrica dei sogni sulla Tuscolana il potere di attrazione che ha esercitato per tanto tempo sulla cinematografia americana, e oggi può continuare ad avere anche sull’audiovisivo e in prospettiva sul videogame. E per ottenere questo, dopo anni di crisi e di abbandono, è stato necessario un cambio sostanziale che prevede anche il coinvolgimento della Rai, un partner importante.

Sei mesi fa, il 3 luglio del ’17, gli studi di Cinecittà sono tornati dopo vent’anni di privato in mano pubblica, a ottanta anni dalla loro nascita. “Un’operazione strategica per rilanciare una delle più importanti aziende culturali italiane”, ha detto il Ministro Dario Franceschini alla presentazione dei progetti di sviluppo futuri di Cinecittà. La prima pietra dello storico complesso di via Tuscolana 1055, progettato dall’architetto razionalista Gino Peressutti, venne posta a gennaio del ’36, l’apertura dopo poco più di un anno il 28 aprile del ’37. L’anno appena trascorso si sono celebrati dunque gli ottant’anni della storica fabbrica del cinema nata per lanciare la cinematografia nazionale. Ancora più antico l’Istituto Luce (“L’Unione Cinematografica Educativa” da cui l’acronimo L. U. C. E.), fondato nel ‘24 che acquisisce il ramo d’azienda. L’anniversario dunque è l’occasione per un rilancio in grande stile di un’azienda forte di un grande patrimonio materiale e immateriale, che unisce il cinema e l’audiovisivo, la memoria storica dell’Istituto Luce con l’innovazione e la creatività degli Studios. In una parola un unico polo di riferimento per l’intero comparto audiovisivo che si occupa di produzione e post-produzione, distribuzione, promozione, merchandising, eventi, attività culturali, espositive ed editoriali, formazione didattica e professionale. Un’attenzione particolare per l’innovazione tecnologica. Cinecittà intesa anche come casa dell’industria del Videogame. Nel 2018 l’azienda creerà “Cinecittà Game Hub”, un grande incubatore di ricerca e sviluppo delle relazioni fra videogame e audiovisivo, che verrà concesso a un gestore privato.

A illustrare a Cinecittà i termini della questione che ha il sapore di una rivoluzione il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Franceschini, il Direttore Generale Cinema Nicola Borrelli, il Presidente e AD del Luce Roberto Cicutto, il Presidente della Cineteca Nazionale Felice Laudadio e il Direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli. Il cambiamento ha visto anzitutto la salvaguardia delle professionalità presenti a Cinecittà, maestranze, tecnici, e di 250 lavoratori dell’Istituto Luce e un piano industriale che unisce in uno stesso soggetto le attività di mercato di Cinecittà Studios, legate alla gestione dei teatri e alla produzione di opere audiovisive (dai film alle serie televisive, dai programmi TV alla pubblicità, alle web series), con le attività d’interesse generale dell’Istituto ovvero la promozione all’estero del cinema italiano, la conservazione e diffusione del patrimonio dell’Archivio Storico, il sostegno alle opere prime, la produzione di documentari, l’editoria, la gestione dei Fondi Cinema del Mibact e il Museo Italiano del Cinema e dell’Audiovisivo (MIAC) in via di realizzazione. Un piano che prevede uno sforzo finanziario consistente. Per il periodo 2018-2022 investimenti per oltre 37 milioni di euro, un ricavo di budget 2018 di 46 moni di euro di cui il 60% autofinanziato da attività commerciali, afitti dei teatri di posa, eventi, servizi alle produzioni.

Ma più delle consistenti e aride cifre vale ricordare che riparte il ‘Cantiere Cinecittà’ con l’inizio di molte attività e l’annuncio dei progetti di maggior respiro. L’investimento prevede 7 milioni di euro per la manutenzione straordinaria del complesso costituito da 22 teatri di posa interni e da molti altri set all’aperto allestiti temporaneamente. E’ previsto il cablaggio, una nuova rete elettrica, il rifacimento delle strade e nel giro di tre anni la costruzione di tre nuovi teatri di posa, più grandi del mitico Tetro 5, la “seconda casa ” di Fellini, nonché la ricostruzione del Teatro 7 distrutto durante la guerra che ospiterà una piscina per rirese subacquee. Inoltre saranno rimodernati i Teatro 20 e 21 e ripristinato lo spazio per le riprese esterne, qualcosa come dieci ettari con magnifici set visitabili costruiti in polistirolo, legno e vetroresina, come quello della Roma di Cesare con la ricostruzione degli edifici del Foro e la Suburra, realizzato per la serie americana “Rome” trasmessa nel 2006 su Rai 2, come quella del Tempio di Gerusalemme di Francesco Frigeri per il film “The Young Messiah” del 2016, come la Firenze del Quattrocento dapprima utilizzata per la miniserie italiana “Francesco” e riadattata più volte anche per le riprese di “Amici miei” di Mario Monicelli. E il riallestimento per mano di due firme da “Osca”della scenografia Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo dell’esposizione permanente “Cinecittà si mostra” diventata una delle attrazioni cinematografiche della capitale.

Ma Cinecittà è tornata a vivere, non è solo set storici. Per il 2018 si attendono nuove produzioni italiane e coproduzioni internazionali di serie tv. La prima di questa stagione, sul set da due settimane, è l’attesa trasposizione televisiva del “il nome della rosa” dal best-seller di Umberto Eco, prodotto da 11 Marzo Film, Palomar e TMG in collaborazione con Rai Fiction. La regia è di Giacomo Battiato, e fotografia di John Conroy, nei panni del protagonista Guglielmo da Baskerville John Turturro affiancato da Rupert Everett. Stanno per arrivare Netflix e Paramount e si spera di ospitare la nuova serie di Paolo Sorrentino “The New Pope”. Nell’occasione il Ministro, ricordando la nuova legge del cinema che ha previsto che il Fondo Unico ammonti a un minimo di 400 milioni di euro e sia alimentato come in Francia in base al principio che i contenitori (le tv e le piattaforme) sostengano i contenuti, ha comunicato che saranno Pupi Avati, Daria Bignardi, Marina Cicogna, Enrico Magrelli e Paolo Mereghetti a selezionare i progetti di giovani e opere prime e seconde per l’assegnazione di contributi selettivi.

Punta di diamante di Cinecittà sarà il MIAC il Museo Italiano dell’Audiovisivo e del Cinema. Un’esposizione permanente, spettacolare ed immersiva, nel mondo del cinema italiano del XX e XXI secolo con filmati, foto, materiale d’archivio, oggetti di scena, macchinari, videoinstallazioni e tutto ciò che compone la magia della “settima arte”. Senza dimenticare le attività di formazione rivolte ai giovani in collaborazione col Centro Sperimentale di Cinematografia e scambi internazionali tipo Erasmus. Un Museo di quattromila metri quadrati di spazio nei locali dell’ex Laboratorio di Sviluppo e Stampa, che non scompare perché il passaggio al digitale richiede la massima attenzione per la pellicola se si vuole mantenere la memoria e la sopravvivenza dei capolavori del passato. Ed ecco nell’ambito del MIAC il “Laboratorio di conservazione e restauro” specializzato nel restauro analogico della pellicola.

E di restauro ci sarà grande bisogno visto che fra le iniziative c’ è la grande mostra dedicata a Fellini nel 2020, centenario della nascita del regista, col contributo del pubblico e del privato. Dopo la riapertura a Rimini del cinema Fulgor (12 milioni di euro), si aprirà al Teatro dei Dioscuri al Quirinale una rassegna degna della sua fama che prevede il restauro e la ristampa di tutte le sue pellicole. Una retrospettiva con convegni, pubblicazioni e incontri nelle scuole, che viaggerà per l’Italia e per il mondo. Sarà a Los Angeles nell’anno dell’inaugurazione del Museo dell’Academy (il Museo degli Oscar) progettato da Renzo Piano. E già dal 1°gennaio ’19 una serie di anticipazioni. “Fellini 100”, ovvero incontri, proiezioni, masterclass a Cinecittà, al Centro Sperimentale, alla Cineteca di Bologna affidando a studiosi e testimoni, come Roberto Benigni, Dante Ferretti, Nicola Piovani di raccontare il Maestro.

A breve a marzo un altro omaggio a un’attrice che purtroppo non si vede più, Monica Vitti che ha compiuto 86 anni. Per lei ironica, geniale e amatissima foto, filmati, locandine e tutto ciò che il pubblico che tanto la rimpiange vuole vedere.

Cinecittà, Via Tuscolana 1055 Roma. Informazioni tel. 06-722931 e www.cinecitta.com