ricevi qa sulla e-mail: ISCRIVITI
cerca articoli
parole chiave
Dal
Al
Autore

immagine dell'articolo

Presentato dal Ministro Franceschini il G7 della cultura

Laura Gigliotti

In piazza della Signoria c’è la riproduzione dell’Arco di Palmira, abbattuto dalla furia dell’Isis in Siria, un simbolo e un monito che invita a riflettere responsabili delle istituzioni e gente comune sui pericoli che corre il patrimonio testimone della nostra civiltà e della nostra cultura. E sui rischi per la libertà e la democrazia di tutti. E c’è anche il cantiere trasparente (dove si può entrare e vedere), della “Fontana del Nettuno” dell’Ammannati, “Il biancone” per i fiorentini, voluta da Cosimo I con un concorso pubblico. E’ in restauro grazie a un milione di euro di Ferragamo, non sponsorizzazione ma per detrazione fiscale.

Si apre oggi a Firenze, luogo ideale, città culla dell’arte, dove è nato il Rinascimento, il G7 dedicato alla cultura, che anticipa quello economico che si terrà a fine maggio a Taormina. Un’iniziativa del Governo Italiano, che ha assunto il 1° gennaio 2017 la presidenza di turno del G7. E il Ministro Dario Franceschini si è augurato possa diventare un appuntamento stabile. L’incontro internazionale che nasce sulla scia di quello tenutosi a Milano ad agosto 2015 in occasione dell’Expo, che vide riuniti 83 ministri della cultura, conferma la volontà dell’Italia di esercitare un ruolo di leader culturale.

Insieme a Franceschini e ai responsabili delle grandi organizzazioni mondiali si riuniranno a Firenze per discutere sul tema “Cultura come strumento di dialogo fra i popoli” i titolari della cultura dei paesi del G7, in maggioranza ministri, Mélanie Joly (Canada), Audrey Azoulay (Francia), Maria Böhmer (Germania), Karen Bradley (Gran Bretagna), Ryohei Miyata (Commissario Giappone), Bruce Wharton (Sottosegretario USA). E Tibor Navracsis Commissario Cultura della UE e Irina Bokova Segretario Generale dell’ UNESCO.

“Tutti i G7 sono preceduti o seguiti da riunioni su varie tematiche, come l’ambiente ad esempio, ma mai si era fatto un G7 sulla cultura oggi più che mai al centro dell’attenzione”, ha precisato il Ministro che ha illustrato il programma a Roma nella sede della Stampa Estera a significare l’importanza di un tema che ha dimensione planetaria,

Constatata la disponibilità degli altri paesi, l’Italia forte del suo ricchissimo patrimonio d’arte materiale e immateriale, dei 51 siti Unesco (non singoli monumenti ma alcuni intere città come Firenze e Roma), mira a far entrare il concetto di diplomazia culturale all’interno dei vari governi soprattutto dopo fatti traumatici come la distruzione da parte dell’Isis di siti archeologici importantissimi e l’immissione sul mercato illegale dei reperti. Da segnalare la restituzione a Damasco, finito il restauro, dei due bassorilievi recuperati di Palmira.

L’impegno del nostro paese è segnato da alcune tappe importanti. Dopo l’intervista del Ministro al “Guardian” del marzo 2015 in cui sollecitava la comunità internazionale a difendere il patrimonio culturale minacciato dalla guerra e la firma della Carta di Milano di condanna della violenza sul patrimonio degli 83 paesi dell’Expo, dopo l’intervento all’Onu dell’allora Presidente Matteo Renzi e la risoluzione dell’Unesco per la costituzione in ogni paese di una forza nazionale “Unite4Heritage” in difesa del patrimonio mondiale, l’Italia a febbraio dell’anno scorso ha costituito la prima “task force” nazionale, i Caschi blu della cultura (l’accordo con l’Unesco è stato siglato alle Terme di Diocleziano), potendo contare sull’insostituibile Nucleo dei Carabinieri della Tutela e su una banca dati unica al mondo. Infine, è di pochi giorni fa, il 24 marzo, il consigldi sicurezza dell’ONU ha approvato la risoluzione italo-francese che prevede l’impegno di una componente culturale nelle missioni di “peacekeeping” dell’ONU, qualora sia richiesto.  

Oggi 30 marzo i lavori si svolgeranno nella Sala Bianca di Palazzo Pitti. Verranno affrontati temi relativi alla normativa internazionale per la tutela e la valorizzazione del patrimonio, le azioni di contrasto al traffico illecito delle opere d’arte, le politiche di educazione e formazione nel settore dei beni culturali. Attraverso il Corridoio Vasariano (senza ritratti per il restauro), gli ospiti raggiungeranno gli Uffizi per una visita, quindi Palazzo Vecchio. Un nuovo percorso museale, da Pitti attraverso il Corridoio agli Uffizi e a Palazzo Vecchio. La giornata si concluderà, alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio con un concerto dell’Orchestra del Maggio con musiche di Rossini e Brahms diretta dal Maestro Riccardo Muti, che torna dopo nove anni a Firenze dove ha iniziato la sua prestigiosa carriera. Il concerto viene replicato domani nel nuovo Teatro dell’Opera di Firenze da poco inaugurato.

Domani 31 marzo una speciale “Talk Session” nel Salone dei Cinquecento sui temi caldi della cultura. Il suo ruolo nell’attuale contesto internazionale di crisi, la cultura come strumento di dialogo, la sua possibile funzione di contrasto all’emergere di nazionalismi e populismi, la protezione del patrimonio culturale da terrorismo, calamità naturali, traffico illecito. E poi l’importanza della formazione, della ricerca, della comunicazione, le politiche da intraprendere per avvicinare la gente al mondo dell’arte e della cultura. All’incontro, moderato dal giornalista Rai Duilio Gianmaria partecipa una personalità per ogni paese. Da Paolo Baratta, Presidente della Fondazione Biennale di Venezia a Sir Ciaran Devane, Chief Executive del Btitish Council, a Serge Lasvignes, Presidente del Centre Pompidou.

Cosa ci si aspetta da questa riunione? “Si sta lavorando su un documento conclusivo per una dichiarazione condivisa e un impegno per il futuro”, ha risposto il ministro. L’obiettivo è definire un documento comune sul tema della cultura come strumento di dialogo confermando la volontà del nostro paese. La comunità internazionale potrà così ribadire il proprio impegno nel recuperare e conservare il patrimonio dell’umanità colpito da cataclismi e guerre, attaccato dal terrorismo e soggetto al traffico illecito. Tra i fini anche un’intesa sull’opportunità di inserire una componente culturale nelle missioni di pace promosse dalle Nazioni Unite e di rendere permanente il vertice dei ministri della Cultura. Il G7 Cultura come norma e non come eccezione.

In sala stampa a Roma era presente anche il sindaco di Firenze Dario Nardella che ha ringraziato per l’onore e l’opportunità offerta alla città che è stata con Atene la prima capitale europea della cultura. Una città che coltiva la missione per la cultura e che per l’occasione si è mobilitata. Oltre il concerto di Muti, la Porta di Palmira che aveva duemila anni ed era romana, oltre al ritorno agli Uffizi dell’”Adorazione dei Magi” di Leonardo dopo il restauro, alle mostre fra cui “Rinascimento elettronico” di Bil Viola a Palazzo Strozzi e nel sacrario della basilica di Santa Croce “G7d’arte” con sette maestri contemporanei, è ora a disposizione una card “Contemporaneamente Italia” con Firenze che si fa testimone dell’arte contemporanea. Valida per sei mesi dal 1° giugno, al costo di 30 euro consente l’ingresso in 18 musei nazionali di arte contemporanea. Dalla Triennale di Milano, al Madre di Napoli, al MAXXI di Roma, al Castello di Rivoli di Torino, al MAN di Nuoro.Firenze, Firenze Palazzo Pitti, Palazzo Vecchio - 30 e 31 marzo 2017