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Parco del Colosseo, arriva il primo ricorso e le lettere aperte al ministro Franceschini.

RV

Sembra proprio difficile se non impossibile, completare la gara per i servizi di biglietteria e sorveglianza per l’appena costituito “Parco archeologico del Colosseo”, i cui confini coincidono con la zona individuata dall’accordo tra il MiBACT e Roma Capitale per la valorizzazione dell’area archeologica centrale sottoscritto il 21 aprile 2015 che assegna a questa nuova realtà l’Anfiteatro Flavio, il Foro romano, il Palatino, la Domus Aurea, la Meta Sudans e ogni altro monumento statale all’interno di tali confini. Un bando che vale 45 milioni di euro, di cui 33 per i servizi di biglietteria e 12 per quelli di vigilanza.

Dopo le critiche verbali ora è arrivato anche il primo ricorso al TAR con la richiesta di sospendere la gara, promosso dalla società d’Uva. Dovrebbe essere il 6 Aprile prossimo il giorno fissato dal Tar per la discussione e potrebbe essere questo il motivo per cui la scadenza per presentare le offerte è stata spostata, dalla stazione appaltante, a fine maggio.

Non è questo il primo tentativo, da parte del MiBACT, per riorganizzare la complessa situazione dei cosidetti “servizi aggiuntivi” tramite i quali aziende private, ma anche recentemente, società controllate dal "pubblico" come la società Ales (che ha iniziato con la gestione dell’ascensore del Vittoriano e quando sarà possibile, speriamo presto, dovrebbe occuparsi anche del ristorante e bar della terrazza del Vittoriano) gestiscono la biglietteria, il controllo accessi, il bookshop, le visite guidate, il servizio di audioguide, l’organizzazione di mostre ed eventi e ristorazione di siti culturali demaniali.

Ci provò circa 8 anni fa la neonata Direzione generale per la valorizzazione del Mibact (oggi riassorbita all’interno di un’altra Direzione generale), istituita dall’allora governo di centro-destra che nominò manager di alto profilo con ampi poteri e con l’obiettivo prioritario di riorganizzare proprio i “servizi aggiuntivi” presso i siti statali. Finì che il bando, messo a punto con la collaborazione di società di consulenza internazionali, fu subito contestato da associazioni di categorie e fu annullato senza più procedere alla gara; fino ad ora.

Per non incorre negli errori del passato, questa volta la gestione del bando è stata affidata alla Consip (società per azioni del Ministero dell'Economia e delle Finanze-MEF). La partenza però non è stata migliore della precedente; pubblicato il bando l’8 febbraio, sono iniziati subito rimandi e modifiche: il 20 febbraio è stata pubblicata un’errata corrige per spostare dal primo marzo al 6 aprile 2017 la data di apertura della procedura di aggiudicazione; Il 2 marzo un’altra errata corrige per consentire alle imprese interessate di effettuare sopralluoghi nelle aree; il 14 marzo la terza errata corrige nella quale sono stati rettificati i costi di affitto delle audioguide e gli standard di fornitura delle brochure informative; il 27 marzo, si pubblica l’avviso di rettifica al bando di gara per lo spostamento delle date di ricevimento delle offerte (dal 5 aprile al 25 maggio 2017) e di apertura delle buste (dal 6 aprile al 30 maggio del 2017). Ora anche il ricorso al TAR.

Ma l’attenzione sul bando non è solo delle società partecipanti; anche il Sindacato UNSA Beni Culturali ha scritto una lettera aperta al Ministro con la quale muove critiche sia alla procedura che alle modalità previste dal bando particolarment per il servizio di sorveglianza. In conclusione il sindacato “ritiene l’emanazione del bando del tutto illegittima poiche´ ignora sistematicamente il Codice dei Beni Culturali e contravviene agli articoli fondamentali dello stesso rivendicando le prerogativ e l attribuzioni e la potesta' statale alle funzioni primarie di tutela. Infine, tenuto conto di quanto contenuto nel bando, l’UNSA chiede a Lei Sig. Ministro, di sospendere il tutto e di valutare sulle criticita' segnalate in merito al funzionamento dei servizi e il personale di ruolo del MIBACT”.