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Pantheon, biglietto si biglietto no. Qualcuno esagera?

Roberto Vicerè

Il Messaggero di ieri giovedì 28 settembre nell’articolo “Il Pantheon a pagamento: da gennaio ingresso a 3 euro” di Laura Larcan, riporta l’ennesimo annuncio del ministro Franceschini (pochi giorni prima il 13 settembre lo aveva annunciato al quotidiano Repubblica) sull’istituzione del biglietto d’ingresso al Pantheon.

In occasione della notizia riportata da Repubblica, a conoscenza delle complicazioni operative, avevamo chiesto a Mons. Daniele Micheletti rettore della Basilica di Santa Maria ad Martyres cioè il Pantheon, di darci i dettagli operativi conseguenti all’istituzione del biglietto d’ingresso. Come riportato nel nostro articolo su Quotidianoarte del 14 settembre, l’annuncio del ministro non trovava alcuna conferma da parte del Vicariato, la “controparte” con la quale stabilire assieme come organizzare la visita del Pantheon da parte dei turisti ( a pagamento) e come consentire l’esercizio continuativo del culto (ad ingresso libero) da parte dei fedeli che quotidianamente sono presenti nella Basilica.

Ieri l’ennesimo annuncio del Ministro ricco di dettagli operativi e dal tono oramai definitivo. Bene, ma è proprio così? In poco più di una settimana ogni problema formale, giuridico ed operativo è stato sistemato? Siamo tornati a chiedere chiarimenti a Mons. Micheletti il rettore della Basilica, unico soggetto titolato , in quanto rappresentante del Capitolo dei Canonici, a firmare, su indicazione del Vicariato, l’accordo operativo con il Mibact. Alla domanda se tutto ora era stabilito formalmente in un accordo, ci ha così risposto:

“Continuano ad apparire sulla stampa notizie sulla prossima introduzione del biglietto di ingresso al Pantheon (costo: € 3,00) e si da per scontato che già esista un accordo operativo. In effetti, sono ripresi a metà settembre i colloqui tra il Ministero per i Beni Culturali e il Vicariato di Roma. Il Ministero risulta però, nel quadro giuridico vigente, assolutamente carente di facoltà in ordine all'uso e al godimento religioso degli edifici destinati al culto pubblico cattolico e di poteri di incisione o limitazione della destinazione a culto di una chiesa. Per introdurre il biglietto di ingresso deve pertanto raggiungere una specifica intesa con l'Autorità Ecclesiastica competente e tale autorità, nella fattispecie, è il Capitolo dei Canonici, unico Ente giuridico abilitato alla firma dei relativi accordi. Il Capitolo dei Canonici non è stato però ad oggi ancora contattato, né si sono aperti i canali che soli possono arrivare alla determinazione pratica dell’intesa.

Il ministero è fortemente determinato ad introdurre il biglietto d’ingresso i cui proventi andrebbero anche a benefici della conservazione e manutenzione del “monumento”. Il Vicariato è d’accordo?

Il Ministero ritiene opportuno introdurre un biglietto d’ingresso all’intero complesso del Pantheon quale strumento in grado di far fronte alle spese di manutenzione della Basilica -già a carico della Camera Apostolica (Bolla 18 febbraio 1757 di Benedetto XIV) ed ora in capo al Demanio dello Stato- nonché alla protezione e conservazione in ragione del valore storico e culturale dell’edificio, al fine di assicurare le migliori condizioni per la sua valorizzazione attraverso la fruizione da parte del pubblico. I proventi derivanti dalla vendita del biglietto saranno acquisiti unicamente dal Ministero e nessuna parte di essi viene reclamata dal Capitolo. Il Capitolo, da parte sua, non si oppone aprioristicamente all'introduzione del biglietto; vuole però che ciò avvenga nel totale rispetto della libera accessibilità alla Basilica del Pantheon sia per la preghiersonale dei fedeli, sia durante l’esercizio delle attività di religione e di culto, garantite dalla Costituzione e sancite nel Concordato fra la Repubblica italiana e la Santa Sede. Pertanto, non solo durante lo svolgimento delle celebrazioni liturgiche l’accesso alla Basilica del Pantheon dovrà restare assolutamente libero e gratuito, ma esso dovrà ugualmente essere assicurato durante lo svolgimento delle attività di religione o di culto di cui all’articolo 16 della legge 20 maggio 1985, n. 222.

Come potrà operativamente conciliarsi la vista del monumento da parte dei turisti con la presenza dei fedeli nella Basilica?

Le attività, che includono quelle dirette all’esercizio del culto e alla cura delle anime, alla formazione del clero e dei religiosi, a scopi missionari, alla catechesi, all’educazione cristiana, sono comunicate preventivamente per iscritto dal Capitolo al Polo museale del Lazio, anche con modalità telematiche che ne assicurino la ricezione, nei termini previsti dall’articolo 3 della Convenzione attualmente vigente fra Soprintendenza e Capitolo, ovverosia entro il mese precedente quello del loro svolgimento.

Il Ministero dovrà farsi carico di interdire l’accesso dei visitatori all’aula durante le celebrazioni liturgiche o lo svolgimento delle attività di religione o di culto, previa affissione di appositi avvisi esterni, mediante il posizionamento di idonei cordoni collocati in modo tale da delimitare un corridoio di accesso orientato verso lo spazio celebrativo o quello riservato alle predette attività di religione o di culto, così da interdire alla visita i restanti spazi dell’aula. Il Capitolo provvederà al posizionamento delle transenne e al controllo dell'accesso, che sarà in tali circostanze riservato unicamente per la preghiera o la partecipazione alle predette attività. L’accesso nella Cappella interna del Pantheon dei gruppi autorizzati dal Capitolo, per lo svolgimento delle attività di religione e di culto, verrà effettuato tramite il Personale del Ministero. Per le richieste dei singoli provvederà il Capitolo.

Secondo Lei a gennaio sarà possibile l’istituzione del biglietto d’ingresso?

Come si può immaginare, i risvolti pratici della questione sono assai più complessi di come si voglia far credere. E, al di là degli aspetti più politici trattati con il Vicariato di Roma, il confronto con il Capitolo dei Canonici non è neppure iniziato.