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La rivoluzione culturale del futuro. I Musei diventano “Dinamici”

Giornata di grandi occasioni in Senato, nella solennità della Sala Nassiria, per la presentazione ufficiale di un progetto denominato Musei Dinamici e che per il suo alto valore strategico e innovatico sarà destinato a far discutere nei prossimi mesi il mondo accademico italiano e non solo. A coordinare l’incontro la giornalista scientifica Luisa Monini.  Padrone di casa è stato il Sen. Massimo Mucchetti, ed è stato lui per primo a ricordare che il progetto Musei Dinamici è frutto di una Convenzione tra la Fondazione Politecnico di Milano e il Ministero MiBACT, Direzione Generale dei Musei.  Il Progetto è stato applicato a 5 Musei Archeologici Nazionali, di Altino, Ferrara, Ancona, Egnazia, Sibari, e lo sarà a partire dal 2 agosto 2016, fino a raccogliere ben 1600 attivazioni di Turisti, che hanno espresso una Customer Satisfaction dell’82 %, su una totalità di 1600 valutazioni.  Per Massimo Mucchetti, il risultato della cooperazione tra Ministero dei Beni Culturali MiBACT e Fondazione Politecnico di Milano apre la possibilità di introdurre significative nuove capacità culturali e tecnologiche nel patrimonio dei Musei Italiani, per rendere il Visitatore sempre più protagonista della sua visita al Museo, della sua partecipazione emotiva piacevole e gradita, che favorisce la propria continua crescita culturale.  Il Prof Alberto Rovetta, ordinario di Meccanica Applicata e docente di progettazione meccanica e di sistemi robotici: ha sviluppato (robotica.mecc.polimi.it) numerosi progetti, dal 1969, in sistemi innovativi, con collaborazioni in tutto il mondo. Ora è Professore Emerito alla Università Beihang di Pechino e collabora anche con molti altri progetti internazionali.  Insieme a lui anche il Prof. Edoardo Rovida, Professore di Comunicazione e di Metodi di Rappresentazione Tecnica: ha sviluppato ampissimi lavori sulle tematiche di progettazione che coinvolgono anche la storia della tecnologia e Giulio Zafferri, che ha offerto le sue notevoli competenze nella gestione di marketing strategico.   La cultura di intelligenza artificiale sviluppata nella robotica intelligente e nella decina di robot mondiali- spiega nei dettagli Rovetta- “ha indotto a cercare uno sviluppo culturale che dalle tecnologie più moderne si collegasse ai temi della neurologia e delle nuove comunicazioni sociali, senza perdere di vista il peso della scienza informatica e robotica, di software e di progettazione”.  Per il mondo del Mibact- ha sottolineato lo stesso giornalista Maurizio Pizzuto, responsabile della comunicazione e promozione della Direzione Generale Musei - il progetto  rappresenta la chiave di volta del successo delle iniziative che si andranno ad organizzare in futuro, perché anche in tema di comunicazione serviva un lead 2.0 come si dice più comunemente oggi, insomma una mediazione articolata tra il vecchio e il nuovo, tra la cultura tradizionale e la scienza della innovazione tecnologica.  Il Progetto Musei Dinamici- sintetizza Maurizio Pizzuto - ha attinto linfa e genesi da queste idee di nuove applicazioni neurologiche alla realtà culturale e di intelligenza artificiale applicata. Si è unita la competenza nella documentazione scientifica e tecnica per proporre una nuova fruizione della realtà culturale Italiana. I concetti di intelligenza artificiale sono stati quindi “immessi qui negli sviluppi del Progetto Musei Dinamici”.  In sostanza- e questo lo ha spiegato in maniera dettagliata e completa il prof. Alberto Rovetta della Fondazione Politecnico di Milano, il Progetto “applica alle visite Museali i metodi della robotica con intelligenza artificiale di nuova generazione, con social Learning, big data, e rende il Visitatore al centro della Visita”.  Non a caso infatti il momento psicologico del vatore è espresso su un tablet o su un cellulare con indici di natura logica e con indici conseguenti al suo stato emozionale”. Gli oggetti del Museo sono “interpretati dal Curatore, con indici di espressione logica e di partecipazione emotiva.  Il Programma Musei Dinamici inserisce i due modelli, uno del Visitatore, l’altro del Curatore, nel corpo del programma e produce una classifica giustificata di suggerimenti prioritari per la visita, mettendo il Visitatore al centro dell’esperienza Museale. ( Prima Pagina News-Beatrice Nano)