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La Camera approva la proposta di legge sulle imprese culturali e creative

Red

“L’approvazione da parte della Camera della proposta di legge sulle imprese culturali e creative, a prima firma Ascani, è un’ottima notizia. Si tratta di un insieme di norme, fortemente sostenute dal Governo, che vanno a regolamentare un comparto strategico che genera ricchezza e occupazione e che è sinonimo di eccellenza e dinamismo". Così il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini commenta l’approvazione con 282 voti a favore, nessun contrario e 113 astenuti (i deputati di M5S, Si e Mdp) in prima lettura alla Camera per la promozione delle imprese culturali e creative e sulle start up culturali che passa adesso al Senato.

La proposta di legge: "Agevolazioni in favore delle start-up culturali nonché modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, in materia di raccolta di capitali tra il pubblico per la valorizzazione e la tutela dei beni culturali” vuole favorire il rafforzamento e la qualificazione dell'offerta culturale, la nuova imprenditorialità e l'occupazione, con particolare attenzione a quella giovanile, attraverso specifiche misure economiche a sostegno delle imprese che hanno come oggetto sociale esclusivo o prevalente l’ideazione, la creazione, la produzione, lo sviluppo, la diffusione, la conservazione, la ricerca e la valorizzazione o la gestione di prodotti culturali, intesi come beni, servizi e opere dell’ingegno legati alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, allo spettacolo dal vivo, alla cinematografia e all’audiovisivo, agli archivi, alle biblioteche e ai musei, nonché al patrimonio culturale e ai processi di innovazione ad esso collegati.

Per lo svolgimento delle loro attività, le imprese culturali e creative potranno chiedere la concessione di beni demaniali dismessi. I beni potranno essere concessi per un periodo di almeno 10 anni, a un canone mensile piuttosto modesto.

Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, verrà emanato il decreto attuativo che renderà operativa la legge per il riconoscimento dei requisiti delle imprese ad essere qualificate “impresa culturale e creativa”. L’elenco delle imprese riconosciute sarà gestito dal ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

Il recente rapporto della Fondazione Symbola, sul valore del comparto culturale, sottolinea la marcata tendenza a sovrapporsi tra i due settori della creatività e della cultura che assieme generano il 6% della ricchezza prodotta in Italia, cioè 89,9 miliardi di euro, un dato in crescita dell’1,8% rispetto all’anno precedente. A questo valore si aggiunge l’effetto moltiplicatore pari all’1,8% ( 1euro in cultura ne genera 1,8 in altri settori). Tutto il settore cultura vale 250 miliardi di euro, e il turismo è il primo beneficiario di questo effetto.