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Regio Decreto 8 giugno 1933, n. 889: "La domenica l’ingresso ai monumenti, ai musei, alle gallerie ed agli scavi di antichità dello Stato è gratuito"

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L’ingresso gratuito ai siti culturali: un'idea nata già nel 1933

Pietro Graziani

Nel corso del 2017 si è introdotto l’ingresso gratuito, la prima domenica di ogni mese, nei Musei e Aree archeologiche dello Stato ed è stato contemporaneamente soppresso il libero ingresso per i cittadini ultrasessantacinquenni. La positività dell’ingresso gratuito la prima domenica di ogni mese ha tuttavia creato, in talune situazioni, problemi di affollamento che non possono non porre domande e creare preoccupazioni per la sicurezza degli stessi beni culturali. Occorre una fase di riflessione e riconsiderazione complessiva.

Guardando al passato e, in particolare alle disposizioni normative che hanno regolato l’accesso nei musei, monumenti e aree archeologiche nel secolo scorso, dobbiamo constatare come oggi non si sia in presenza di una vera innovazione nel consentire il libero ingresso una domenica al mese. Infatti, leggendo il “Regolamento contenente norme per l’ingresso ai monumenti, ai musei, alle gallerie ed agli scavi di antichità dello Stato” approvato con Regio Decreto 8 giugno 1933, n. 889, vediamo che all’articolo 1 secondo comma, si dice: “La domenica l’ingresso nei predetti istituti è gratuito”; non quindi la prima domenica, ma tutte le domeniche di ogni mese, siamo nel 1933, venivano previsti abbonamenti per il territorio nazionale o per una sola città, veniva anche previsto che agli studenti delle scuole medie che ottenevano una votazione di sette decimi, in almeno tre materie, veniva rilasciata una tessera di ingresso gratuito per l’intero periodo estivo. Insomma potremmo dire che l’attenzione per il bene culturale come bene comune e il diritto alla sua libera fruizione, come si direbbe oggi, era ampiamente considerata, nel presupposto che tali beni rappresentano un elemento imprescindibile di crescita sociale.

Con la legge 26 novembre 1955, n. 1317 di modifica delle precedenti disposizioni, si conferma all’articolo due come in tutte le domeniche l’ingresso è gratuito, salvo per alcuni siti dove la tassa è però ridotta al 50 per cento (tra questi il Palatino, il Foro Romano, Pompei, La Galleria Borghese e pochi altri), viene consentito il libero ingresso a tutti gli insegnanti di ogni ordine e grado e viene estesa ad un anno la possibilità del libero accesso agli studenti meritevoli, riprendendo la disposizione della precedente legge del 1933, creando un rapporto stretto tra attività scolastica e beni culturali.

La filosofia di tali previsioni è chiara i cittadini debbono poter liberamente fruire dei beni primari, tali sono quelli culturali, che soli consentono di arricchire il sapere e il senso di identità.

Questo significa o per meglio dire non significa che non si debba valorizzare, anche in senso economico il patrimonio storico-artistico, significa banalmente che nel giorno libero dagli impegni di lavoro e di studio si possa godere di un bene che ci appartiene, quella testimonianza di civiltà che ha reso unico il nostro Paese.

Penso quindi che occorra una fase di riflessione sul come recuperare il rapporto tra cittadini e beni culturali, tra residenti di un territorio e i beni culturali di quel territorio, non guardando esclusivamente a fattori economici ma a fattori inclusivi e di sviluppo sociale. Tutto ciò è possibile e doveroso anche alla luce delle previsioni costituzionalmente garantite.