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Il ministro Franceschini inaugura a Bari la riapertura di parte del Castello Svevo. Resta il problema del personale

Red

L’attesa è stata lunghissima, durata più di cinque anni per i restauri, ma alla fine, ieri, il ministro Dario Franceschini ha inaugurato a Bari, la riapertura ai visitatori, se non proprio dell’intero Castello Svevo (una delle fortezze federiciane), di almeno le prime quattro sale al primo piano che ospitano ora una ricca collezione di capitelli, gioielli, monete, anfore e altre vestigia che gli scavi hanno riportato alla luce. Una delle sale è stata dedicata ai tesori un tempo custoditi nelle casseforti del Castello: dalle monete ad una spilla appartenuta alla Regina Bona Sforza, oltre ad un'aureola d'argento che un tempo cingeva le teste della Madonna e di Gesù bambino, uniche rimanenze di un dipinto murario di una chiesa del Casale di Brindisi.

Gli uffici della Soprintendenza che per tanti anni hanno occupato gli spazi del Castello, hanno traslocato nella nuova sede del Complesso di Santa Chiara attualmente in fase di completamento del restauro finanziato con circa metà degli 8 milioni di euro destinati dai fondi Poin 2007/2013.

Presenti alla cerimonia, tutte le autorità: per il Comune il sindaco di Bari Antonio Decaro, l'assessore comunale alle Culture Silvio Maselli e il vicesindaco Pierluigi Introna, per la Regione l'assessore all'Industria turistica e culturale Loredana Capone, oltre a diversi consiglieri appartenenti sia alla maggioranza che all’opposizione. "Stiamo pensando di ospitare in queste sale anche una mostra di arte contemporanea in futuro. Questo monumento attirava 60mila visitatori l'anno solo con quanto visibile al piano terra, ora con l'apertura del primo piano e dei tesori della Torre contiamo di migliorare ancora di più l'afflusso all'interno del Castello” ha commentato il sindaco Decaro.

«È un giorno importante - ha aggiunto - perché dopo tanto tempo riapre la parte superiore del Castello Svevo. Una fortezza che i baresi hanno sempre visto come un gigante silenzioso che ha sorvegliato la città per tanti anni. Da qui sono passati tanti popoli: normanni, svevi, angioini, gli aragonesi, la regina Bona Sforza».

Ma il problema per la piena fruizione del Castello, rimane sempre quello della mancanza del personale; attualmente assolutamente insufficiente a tenere aperto anche la sola parte del castello oggi inaugurata (si parla già di apertura ridotta, ndr). L’impegno, chiesto da più parti al ministro è quello di risolvere il problema dei dipendenti adibiti al funzionamento della struttura nei tempi brevissimi. «Abbiamo lavorato - ha detto il ministro - abbiamo visto le sollecitazioni dei sindacati. C’è personale che è già a Bari, in altre strutture, che è stato destinato a queste funzioni; e poi lavoreremo per rafforzare con altro personale» «Abbiamo l'esigenza assoluta di moltiplicare gli attrattori del turismo internazionale. Non ci può essere una concentrazione ai limiti del sovraffollamento solo nelle grandi capitali dell'arte, Venezia, Firenze e Roma. Ci sono città stupende con un patrimonio artistico e archeologico enorme come Bari, che diventeranno meta di grande attrattività per un turismo colto, intelligente, che viene in Italia a cercare le eccellenze. Investimenti come questo vanno in quella direzione» ha concluso il ministro.