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Il Sarcofago Grande Ludovisi in scena a Liegi per la Norma

Il Sarcofago Grande Ludovisi scandisce la storia di Norma, protagonista dell’omonimo capolavoro di Vincenzo Bellini, sulla scena dell’Opéra Royal de Wallonie a Liegi, in Belgio. È la battaglia tra Romani e Barbari, rappresentata sul sarcofago conservato nella sede di Palazzo Altemps del Museo Nazionale Romano, a fare da scenografia per la tragedia vissuta dalla protagonista.  

“Una bella sorpresa il risultato finale di questa trasposizione”, commenta Daniela Porro, Direttore del Museo Nazionale Romano. “Uno dei capolavori scultorei della tarda antichità conservato a Palazzo Altemps parla la lingua senza tempo dell’arte, in un riuscito incontro con la musica”.

“Abbiamo scelto di utilizzare questa iconografia perché rappresenta la situazione in cui si trova Norma: originaria della Gallia, diventa romana per amore del proconsole Pollione”, spiega Paolo Vitale che firma la scenografia. “Sulla scena il bassorilievo ispirato al sarcofago Grande Ludovisi è collocato nella casa di Norma. È lì, nella sua intimità, che può lasciarsi andare ad essere romana”.  

La decorazione, che misura 13m di lunghezza per 1,70m d’altezza, è collocata sotto l’albero sacro dei Galli e nascosta alla loro vista. “Il bassorilievo si rivela solo progressivamente, man mano che l’azione si svolge, simbolizzando così il diffondersi della civilizzazione romana”. È l’atelier del teatro ad aver realizzato il bassorilievo: prima sono state eseguite delle riproduzioni in argilla e poi dei calchi in gesso. I pannelli finali in plastica termoformata, che raffigurano le differenti scene tratte dal sarcofago, sono poi stati assemblati per formare un unico bassorilievo che si svela, attraverso più riquadri, durante la rappresentazione.  

Rinvenuto intorno al 1621 a Roma, il cosiddetto Grande Ludovisi fu donato al cardinale Ludovico Ludovisi subito dopo la sua scoperta. Il sarcofago, che conserva tracce di colore nelle armi e nei capelli, è stato ricavato da un grande blocco unico di marmo proconnesio. La composizione della scena di battaglia tra romani e barbari sul fronte del sarcofago si svolge su tre livelli.

La fascia superiore è riservata alla rappresentazione dei romani vincitori, con al centro il generale a cavallo, che costituisce il nodo da cui si dipana la composizione affiancata dei romani dominanti. La seconda fascia è riservata alle scene di combattimento tra romani e barbari, da cui il defunto è astratto, rappresentato in modo enfatico come già vincitore. Il terzo livello mostra i barbari vinti a terra. Malgrado resti incerta l’attribuzione del sarcofago a un personaggio della famiglia imperiale o a un militare d’altro rango che aveva avuto un ruolo importante nella guerra contro i Goti, la scena di battaglia può essere intesa come un programma politico del classicismo di età gallienica per evidenziare la forza e l’organizzazione dell’esercito romano perfettamente equipaggiato rispetto alla massa dei barbari, le cui fisionomie sono rese con tratti a volte animaleschi o caricaturali (nasi schiacciati, volti appiattiti).

La volontà di mostrare la supremazia dei romani, unita alla clemenza verso i popoli vinti, viene illustrata nel sarcofago Ludovisi intorno alla metà del III sec. d.C., nel momento storico in cui i barbari Goti sono già penetrati entro i confini dell’impero. La decorazione della scena di battaglia può essere considerata come un sublime estremo tentativo di salvezza.

Roma, Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps