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L'interno del duomo diviso in tre navate, con quella centrale nettamente dominante, custodisce, seppur in contrasto con il fasto e la complessa articolazione decorativa della facciata, opere di rara bellezza.

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Il Duomo di Orvieto, capolavoro del gotico italiano

Camilla Lombardi

Edificato nel 1290 per volontà di papa Niccolò IV, per celebrare il miracolo dell'eucarestia, il Duomo di Orvieto, in Umbria è uno dei massimi capolavori architettonici del tardo Medioevo. Nella prima fase i lavori vennero diretti da fra' Bevignate da Perugia cui succedette Giovanni di Uguccione e fu proprio quest'ultimo ad introdurre le prime forme gotiche. Durante i primi anni del '300 l'architetto Lorenzo Maitani ampliò in forme gotiche l'abside e il transetto e tracciò senza terminarla la facciata cosi come oggi appare. Nel 1347 venne nominato capomastro Andrea Pisano e da qui si susseguirono i lavori sotto la direzione di altri capomastri: Andrea di Cione detto l'Orcagna, Antonio Federighi, Michele Sanmicheli, Simone e Francesco Mosca, Raffaello da Montelupo e gli orvietani Ippolito e Francesco Scalza. Tra il 1422 e il 1425 fu realizzata la gradinata esterna con marmi bianchi e rossi. Nel XVI secolo, in preda a un'ansia da rinnovamento,il Duomo di Orvieto risentì di una profonda trasformazione e inserì elementi tipici delle architetture della Controriforma, seguendo cosi i dettami del Concilio di Trento ed il gusto manieristico. La facciata è decorata da bassorielievi e statue con i simboli degli evangelisti rappresentanti storie dell'Antico e del Nuovo Testamento, considerati ad oggi tra i più famosi di tutte le opere trecentesche. Sopra ai bassorilievi sono posizionati dei fantastici mosaici anche se purtroppo le tessere originali sono state sostituite nel tempo. Intitolata alla Vergine Assunta, la Cattedrale è riconosciuta ovunque come una delle massime realizzazioni artistiche del tardo Medioevo italiano, in cui si fondono, a superare la tradizione basilicale romana e a creare un insieme del tutto irripetibile e originale, il sentimento che caratterizzò le grandi cattedrali europee del trecento e i motivi figurativi del gotico francese. L'interno del duomo diviso in tre navate, con quella centrale nettamente dominante, custodisce, seppur in contrasto con il fasto e la complessa articolazione decorativa della facciata, opere di rara bellezza. Qui si conserva lo splendido Reliquiario, all'interno del quale si può ammirare il Sacro Lino che si macchiò del sangue di Cristo durante il miracolo dell'eucarestia mentre sulla parete d'ingresso trova posto il bellissimo organo, considerato uno dei più grandi d'Italia, accanto al fonte battesimale. Sulla parete di sinistra è ancora ben visibile una Madonna con il Bambino realizzata da Gentile da Fabriano nel 1425. La Cappella del Corporale e quella di San Brizio sono elementi fondamentali e di straordinaria importanza per la religione e l'arte. Già dai tempi degli antichi Etruschi l'orvietano è una famosa zona vinicola che ha saputo tramandare fino ai nostri giorni la produzione del vino Orvieto DOC nelle varianti Orvieto classico e classico superiore in versione secco, abboccato o dolce. L'importanza del vino è riscontrabile anche in alcuni piatti tipici come la gallina ubriaca o gli umbrichelli, una pasta acqua e farina, uovo e vino abbastanza spessa che gli orvietani condiscono "all'arrabbiata", con i tartufi e i funghi. Grande importanza hanno le castagne DOP delle zone di Melezzole, Camerata e Montecchio che sono protagoniste di molti piatti squisiti tra cui la famosa zuppa di ceci e castagne.