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Il Consiglio di Stato blocca il Mibact per le gestione dei siti di Ravenna. Ed ora?

Roberto Vicerè

Foto: Basilica di Sant'Apollinare in Classe

Il Mibac dopo aver deciso che il contratto per la gestione dei servizi aggiuntivi dei siti di Ravenna doveva essere anticipatamente rescisso e le attività trasferite al Comune di Ravenna ed operativamente alla Fondazione Ravenna antica, ha ricevuto, proprio oggi, la notifica che il Consiglio di Stato, con decreto presidenziale, ha sospeso i provvedimenti impugnati dal gestore e fissato la camera di consiglio al 31 agosto 2017.

Novamusa, ha notificato il provvedimento al Ministero ed all’Avvocatura dello Stato, assieme alla richiesta di prosecuzione del rapporto contrattuale la cui naturale scadenza è a fine ottobre 2017.

Cosa potrebbe succedere ora? Intanto il gestore Novamusa potrebbe riprendere, già da domani, la gestione dei servizi (biglietteria, bookshop, guide, controlli etc), richiamare i lavoratori che nel frattempo, in mancanza del contratto, sono stati mandati a casa (anche per la chiusura del bookshop) ed aspettare la sentenza del Consiglio di Stato che potrebbe decidere per la naturale conclusione ad ottobre del contratto tra Mibact e Novamusa.

Come già detto in precedenti articoli, tutta la questione ha inizio con la lettera dell’11 maggio 2017 a firma del Direttore del Polo museale, ed indirizzata al gestore dei servizi, con la quale “invitava” la Novamusa a saldare alcune somme dovute a causa del ritardo accumulato nel flusso dei pagamenti, oltre all’applicazione di penali, ovvero fornire adeguate garanzie e/o fornire giustificazioni in merito; il tutto entro 20 giorni diversamente si procederà alla rescissione del contratto. Secondo i rappresentanti di Novamusa, questa avrebbe risposto contestando la correttezza delle cifre presentate e chiedendo la “riconciliazione” dei conti.

Il 1 Giugno la direzione del polo Museale si sostituisce a Novamusa nel servizio di biglietteria, con le conseguenti difficoltà ad organizzare un servizio “manuale” anzichè informatizzato come quello fino al giorno prima disponibile per i visitatori. Novamusa ricorre al Tar che respinge per difetto di giurisdizione e poi al Consiglio di Stato che sospende appunto il provvedimento del Mibact.

Sulla stessa vicenda, pende anche il ricorso al Tar di 2 società contro la decisione del Mibact e del Comune di Ravenna di assegnare con la procedura di affidamento diretto alla Fondazione Ravenna Antica, partecipata da soggetti pubblici e privati, gli stessi servizi oggetto del contratto Mibact-Novamusa.

Continuiamo a chiederci, perchè? Perché tanta fretta nel sostituire il gestore con la Fondazione Ravenna Antica? Perché il Mibact non ha aspettato la scadenza naturale, oramai prossima, del contratto? Perché la direzione del Polo museale ha assunto direttamente il servizio di biglietteria prima in modalità “provvisoria” e poi, secondo fonti locali, dotandosi di apparecchiature idonee per l’automazione del servizi (biglietteria, percorsi, allestimenti ed altro) sapendo che il provvedimento era stato impugnato? Chi avrà la responsabilità dei costi sostenuti qualora il Consiglio di Stato dovesse dare ragione al gestore che a sua volta potrebbe richiedere anche un risarcimento?

E fino ad ora, nessun soggetto pubblico locale e centrale, ha preso alcuna posizione concreta per la questione dei lavoratori di Novamusa, che sono stati mandati a casa e che potrebbero rischiare di perdere anche la “clausola sociale”.