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Forte di Fenestrelle: alla scoperta della “Grande Muraglia” italiana

Red

Che l’Italia sia ricca di monumenti ed opere d’arte è ben noto a tutti, basti pensare che è il paese che detiene il record di maggior numero di patrimoni dell'umanità dell'UNESCO nel mondo. Tra le bellezze nostrane, ce n’è una forse poco conosciuta ma che rappresenta un capolavoro dell’architettura da record. La Fortezza di Fenestrelle, è la più grande struttura fortificata d’Europa e la più estesa costruzione in muratura al mondo dopo la Muraglia cinese. È costituito da tre complessi fortificati: il San Carlo, il Tre Denti e il Delle Valli, tutti e tre uniti da un tunnel al cui interno si può percorrere la scala coperta considerata la più lunga d'Europa, fatta di ben 4.000 gradini.

La più grande fortezza alpina d’Europa, si trova in Piemonte, lungo la Val Chisone, a pochi chilometri da Torino. Progettata inizialmente dall'ingegnere Ignazio Bertola, i cui lavori iniziarono nel 1728 e furono terminati nel 1850, con funzione di protezione del confine franco-piemontese, la fortezza venne completata solamente nel secolo successivo e non fu mai coinvolta in assedi o assalti in forze degni di nota o rilievo.

Venne usata come prigione di stato, luogo di detenzione degli ufficiali condannati, appunto, in fortezza e degli oppositori politici del governo che in quel momento governava la fortezza, fossero essi laici o religiosi. Nei primi anni del XIX secolo, vi furono rinchiusi gli oppositori di Napoleone, soprattutto prelati borbonici, poi, in seguito ai primi moti risorgimentali, Fenestrelle ospitò anche ufficiali di ideali mazziniani.

Il forte fu anche una prigione militare in cui furono rinchiusi, oltre ai militari che avevano commesso crimini o gravi infrazioni al regolamento, anche i soldati di quegli eserciti che erano stati attaccati dal Regno di Sardegna prima e dal Regno d'Italia in seguito, durante il Risorgimento e i primi decenni del XX secolo. Nel corso di tutta la sua storia solo tre donne furono detenute nella prigione di stato. La marchesa piemontese Polissena Gamba Turinetti di Priero[29] e sua figlia Clementina in quanto oppositrici politiche di Napoleone. Prima che venissero introdotte le stazioni ottiche per la comunicazione a distanza, l'importanza per le varie fortificazioni alpine di inviare e ricevere messaggi in modo rapido e sicuro rendeva necessario l'uso di piccioni viaggiatori. La colombaia era l'edificio preposto all'allevamento e alla dimora di questi volatili. Nel caso della fortezza di Fenestrelle, fu adibito a colombaia il trecentesco Chateau Arnaud, un tozzo edificio a base quadrata che fu una delle sedi del castellano fino all'annessione di Fenestrelle alla Francia nel 1349. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale la Colombaia fu ceduta ai privati ed è ancora oggi pressoché intatta.

Un’opera fuori da ogni schema, se si prende come esempio il vecchio modello di costruzione di edifici fortificati, sia per le mastodontiche dimensioni che per l’articolazione della sua struttura. Se, infatti, è indiscusso il suo valore e la sua maestosità da un punto di vista architettonico, forte è il dibattito che si è acceso sul suo passato, dando vita a veri e propri “salotti” virtuali e svelando pagine di storia che la maggior parte degli utenti definisce cruenta e spesso vergognosa. Più del 90% degli utenti sposa la teoria del Movimento Neo borbonico e dei suoi sostenitori, ispirati dal libro Il lager dei Savoia, secondo la quale l’edificio sia un esempio di “campo di concentramento” in cui furono brutalmente uccisi migliaia di soldati borbonici durante il Risorgimento. Un restante 10%, al contrario, dichiara l’esistenza di documenti d’archivio che riportano una realtà diversa da quella comunemente diffusa, mostrando che i repi del Regno delle Due Sicilie sconfitto inviati al Forte non vivevano, in realtà, le condizioni di lager descritte da altre fonti più vicine ai Borboni, con ufficiali che nulla hanno a che fare con le SS ai quali vengono spesso accostati.

Polemiche a parte, dunque, è impossibile non riconoscere il primato architettonico del Forte di Fenestrelle e il suo valore storico, poiché questa immensa ‘muraglia nostrana’ ha vissuto sulle sue pietre lo snodarsi delle vicende più intense della storia d’Italia, dalla ricerca dell’Unità alla fine della Seconda Guerra Mondiale, comprese le gesta eroiche di chi ha combattuto per la libertà.

Dopo un lungo periodo di abbandono, durato praticamente dal 1946 al 1990, è iniziato un progetto di recupero, tuttora in corso, che l'ha riaperta al turismo. Tra il 2011 ed il 2012 vi si sono recati più di 20.000 visitatori l’anno. È un’attrazione che da sola vale la visita a questo piccolo comune piemontese, in quanto si tratta di un edificio davvero da record e dalla grande importanza storica, che allo stesso tempo regala al visitatore un favoloso colpo d’occhio grazie anche alla cornice naturale in cui è immerso.