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Fondi alle istituzioni culturali 2018-2020; definita la ripartizione

RV

E’ oramai in dirittura d’arrivo l’approvazione del decreto che stabilisce quali istituzioni culturali beneficeranno e quanto del contributo ordinario annuale dello Stato per il triennio 2018-2020. Ottenuti già i pareri favorevoli delle commissioni Cultura di Camera e Senato, manca ora solo la deliberazione del Consiglio dei Ministri che arriverà sicuramente prima dell’appuntamento elettorale. Con sorpresa i fondi messi a disposizione per il prossimo triennio hanno subito un consistente incremento di ben l’80% rispetto al precedente stanziamento. Merito della crescita del Pil o “effetto elezioni?” Si è passati così da 5.685.000 a 10.215.000 più un ulteriori 1.806.000 che il Mibact metterà disposizione per l’anno 2018. Bene così; ma a chi andranno i fondi? chi avrà il maggior incremento rispetto al passato? Le domande presentate sono state 266, ma solo 150 enti si divideranno la torta. Una commissione di esperti ha ripartito i fondi tra undici tipologie di beneficiari anche se il Servizio studi del Senato ha sollevato qualche perplessità circa l’indisponibilità delle schede di valutazione di ogni ente e la conseguente attribuzione dei punteggi. In testa a tutti la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli che passa da 140.000 a 310.000 seguita dalla Fondazione Gramsci allineata sullo stesso stanziamento. Si passa poi all’Istituto Luigi Sturzo, la Fondazione Giorgio Cini di Venezia, e la Fondazione Luigi Einaudi. La Giunta centrale per gli Studi storici porta a casa 375.000 euro/anno, mentre la Fondazione Corriere della Sera batte tutti per il maggior incremento (+228%, da 25.000 a 82.000). In campo “progressista” c’è la Fondazione Basso (230.000), la Fondazione Giuseppe di Vittorio e la Fondazione Pietro Nenni. Due sole le istituzioni penalizzate con inversione di tendenza al negativo: la Fondazione Ugo Spirito e Renzo de Felice. (fonte: Libero quotidiano)