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Dopo il sisma, recuperati 13.000 beni mobili

Tele, statue, arredi sacri, campane, quadri, pale d'altare; ma non basta, ci sono anche beni librari e archivi storici. Sono I beni preziosi recuperati dai disastri causati dal terremoto del 29 Agsto nelle quattro regioni del Centro Italia. Un totale di 13.000 beni culturali, ai quali si aggiungono 5000 beni librari e 2,6 km di documenti storici; tutti, recuperati da 329 siti.

E’ questo l’ultimo bilancio presentato dalla Protezione Civile sulle attività di recupero e salvaguardia dei beni danneggiati effettuate da squadre di tecnici composte da esperti Mibact, Vigili del Fuoco, personale del Comando dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale e volontari specializzati nelle attività di recupero dei beni culturali;il coordinamento è affidato al Dpc ed al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e Artistiche e del Turismo (Mibact).

Sulla base delle segnalazioni ricevute dal territorio, dall'inizio dell'emergenza sono stati svolti circa 4.500 sopralluoghi per verificare danni e per valutare, su chiese e edifici di particolare interesse storico e artistico, gli interventi di messa in sicurezza necessari, quali puntellamenti, protezione e/o recupero dei beni mobili. Per quanto riguarda in particolare le valutazioni di agibilità delle chiese, nelle quattro regioni interessate dalla sequenza sismica sono stati effettuati 3.785 sopralluoghi dall'inizio dell'emergenza. Ad oggi risultano agibili il 21% delle chiese e inagibili il 53%, mentre il 20%, sono agibili con provvedimenti di intervento. Infine, il restante 6% riguarda edifici di culto parzialmente agibili, inagibili per cause esterne, inagibili temporaneamente. Circa 450 interventi di messa in sicurezza di beni vincolati da parte di Vigili del Fuoco, Mibact, Diocesi e Comuni sono stati portati a termine o sono ancora in corso. Le attività riguardano in particolare chiese, campanili, torri, santuari, alcuni dei quali rientrano tra i beni prioritari e comprendono anche i beni immobili prioritari, le cui opere di messa in sicurezza sono seguite direttamente dal Mibact e dai Vigili del Fuoco.??Prosegue inoltre anche l'attività di selezione delle macerie rimosse, che vengono classificate in tre tipologie: beni tutelati (di tipo A), edilizia storica (di tipo B), edifici privi di interesse culturale (di tipo C). Presso i siti di deposito temporaneo delle macerie, appositamente individuati dalle Regioni, esperti del Mibact supervisionano le operazioni di rimozione e stoccaggio, selezionando gli elementi di pregio storico-artistico, con il supporto del volontariato di protezione civile.