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Chiude con il sequestro di 21 opere la mostra di Modigliani a Genova

Red

La mostra di Palazzo Ducale a Genova inaugurata a marzo e chiusa con pochi giorni d’anticipo rispetto al calendario, era stata salutata come un evento straordinario. E tale è stato anche a causa della irruzione dei Carabinieri del nucleo tutela patrimoniale di Roma, su richiesta della Procura di Genova che hanno messo sotto sequestro 21 quadri con la conseguente decisione, da parte degli organizzatori, di chiudere anticipatamente la mostra. All’inaugurazione, nell’Appartamento del Doge, erano 60 le opere esposte tra dipinti e disegni, ma già qualche problema era nell’aria. Dopo pochi giorni dall’apertura, un noto collezionista e grande esperto di Modigliani Carlo Pepi ( lo stesso esperto che nel 1984 contribuì subito a smascherare il clamoroso falso delle teste di Modigliani) aveva presentato un esposto nel quale affermava che due quadri, “Nudo disteso” e “ritratto di Chaim Soutine” erano falsi. Immediata la smentita del curatore della mostra Rudy Chiappini che precisava: “Il primo è stato esposto in grandi occasioni, fra le quali una mostra a Bonn; il secondo a Pisa nel 2014 e a Torino nel 2015, in due appuntamenti curati dal Centre Pompidou”. «Non potevamo far finta di niente, ci sono due relazioni - spiega il procuratore capo Francesco Cozzi -: la prima di Maria Stella Margozzi, storica dell'arte e funzionario del Ministero dei Beni culturali; la seconda di Isabella Quattrocchi, nostra consulente». «Aldilà dei dubbi, però, servono certezze; perciò dovranno essere compiuti esami specifici, come le analisi sugli aspetti cromatici e sui materiali usati. Per farli, avevamo bisogno dei dipinti ed evitare che fossero portati via» precisa il procuratore capo. I reati contestati sono falso di opere d’arte, truffa e ricettazione. Al direttore Pietro da Passano direttore di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, è stata affidata la custodia giudiziale delle opere. Ora agli esperti il compito di fare i rilievi scientifici. Verranno prelevati i pigmenti per stabilire una datazione certa ed accertare l’autenticità delle 21 opere sotto sequestro.