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Cappella della Sacra Sindone, resturato dopo 20 anni il capolavoro del Guarini

Red

Ci sono voluti almeno venti anni per completare il restauro del capolavoro della Cappella del Guarini contigua al Duomo di Torino, danneggiata dall’incendio tra l’11 e 12 aprile 2017 che rischiò di coinvolgere anche la Sindone, ma i restauri sono in dirittura d’arrivo. È in corso l’ultima fase del lungo e complesso recupero della Cappella della Sindone.

Sin da subito è emersa la necessità di eseguire indagini approfondite e sofisticate, a causa della mancanza di qualsiasi materiale documentario e grafico utile a comprendere la genesi e la reale statica della struttura della Cappella della Sindone. Ai lavori di indagine è seguita la fase operativa, dal riscontro più immediato e tangibile, con cui è stato messo a frutto il lavoro di tutti questi anni restituendo alla Cappella del Guarini la piena efficienza delle strutture portanti e l’immagine dell’architettura interna.

Il delicato e complesso lavoro preliminare ha portato all’intervento strutturale, lavoro poco visibile dall’esterno, eppure fondamentale per la riuscita del restauro e il recupero totale dell’opera. I lavori di riabilitazione delle strutture in elevazione della Cappella della Sindone (collaudati due anni fa) hanno previsto la sostituzione completa, al primo livello, di 13 colonne su un totale di 30 dell’ordine minore, di tutte le 8 lesene dell’ordine maggiore, delle 2 colonne e dell’arco sghembo di affaccio verso il Duomo e della trabeazione del vestibolo Nord-Ovest. Tutto realizzato in marmo nero di Frabosa Soprana (Cuneo). La cava, quasi del tutto esaurita, è stata eccezionalmente riaperta per poter fornire il marmo sufficiente al restauro.

Ai livelli superiori, realizzati in marmo bigio di Frabosa, sono stati smontati e sostituiti numerosi altri elementi: dal secondo al quarto livello, parti degli archi e parti di pareti, pilastri e trabeazione della galleria che corre lungo il perimetro del tamburo; inoltre sono state inserite nuove catene in acciaio in corrispondenza dei sei ordini di archetti sovrapposti e sono stati sostituiti i tre ordini inferiori di archetti; infine, mentre sono stati consolidati i tre ordini superiori, è stata inserita la struttura di sostegno della stella e sono state rimosse le catene provvisionali esterne, strutture di sicurezza che furono messe in opera durante la fase di emergenza post incendio.

Infine è stata eseguita la ricucitura della lesione situata alla base del tamburo e sono state inserite la nuova catena dei finestroni del tamburo e la cerchiatura esterna alla base dello stesso.

Tutti interventi tecnici complessi, lunghi e delicati, seguiti da molte decine di persone che finora hanno lavorato, a vari livelli, alla rinascita di questa perla dell’architettura barocca. Al termine dell’intervento, il costo complessivo del restauro ammonterà a circa 30 milioni di euro, con il concorso di diversi soggetti:

- Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo: € 28 milioni;

- Compagnia di San Paolo: € 2,7 milioni;

- Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino: € 150.000.

L’obiettivo ora è smontare i ponteggi e le strutture di sostegno entro la fine dell’anno, così da restituire quanto prima la cupola al panorama della città, per arrivare a riaprire il monumento al pubblico tra la fine del 2017 e i primi mesi del 2018, proseguendo con alcuni ultimi interventi “a vista”, come il restauro dell’altare, che potrà essere affrontato dopo lo smontaggio della grande struttura metallica di sostegno. La Cappella della Sindone entrerà nel percorso di visita dei Musei Reali.