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Arte e figure femminili, Milano e Ferrara unite

Sara Riboldi

La GAM - Galleria d’Arte Moderna di Milano apre le porte alla mostra focus “Boldini. Ritratto di signora”, che espone alcuni capolavori di Giovanni Boldini dedicati alla figura femminile e realizzati tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. La mostra, aperta fino al 17 giugno 2018, è promossa e prodotta da Comune di Milano - Cultura, GAM - Galleria d’Arte Moderna di Milano, in collaborazione con Museo Giovanni Boldini, Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara.Il preziosissimo nucleo di opere di Giovanni Boldini conservate alla GAM è infatti lo spunto di una mostra resa possibile dalla collaborazione con il museo ferrarese, con cui GAM ha attivato uno scambio reciprocamente fruttuoso. La partecipazione di tre importanti dipinti divisionisti di Giovanni Segantini, appartenenti alla GAM, alla mostra “Stati d’animo. Arte e psiche tra Previati e Boccioni” al Palazzo dei Diamanti di Ferrara (in corso fino al 10 giugno 2018) è l’occasione per un prestito eccezionale: il Museo Giovanni Boldini ha infatti straordinariamente concesso un nucleo di 11 opere di Boldini che dialogano con i dipinti della GAM. Una selezione di 30 opere tra dipinti, pastelli, disegni e incisioni documenta in modo esemplare il genere a lui più caro: il ritratto femminile mondano.Ferrarese di nascita, toscano per formazione, ma parigino d’adozione, Giovanni Boldini (Ferrara 1842 – Parigi 1931) si affermò a cavallo tra Otto e Novecento come il più richiesto ritrattista d’Europa e d’America, mettendo a punto la sua inconfondibile cifra stilistica in dipinti caratterizzati da soggetti appartenenti all’élite culturale ed economica dell’epoca.La straordinaria sequenza costituita dai tre grandi dipinti La contesse de Leusse, La passeggiata al Bois de Boulogne, che ritrae i coniugi Lydig, e la celebre Signora in rosa, ossia Olivia Concha de Fontecilla, mostra in successione cronologica (1889, 1909, 1916) la solidità di una formula collaudata e il contemporaneo avanzamento della sperimentazione formale, ma è anche esemplificativa della committenza di Boldini tra i due secoli: internazionale e cosmopolita, colta e ricchissima, mondana e inquieta. Una galleria del bel mondo dell’epoca, figure femminili delineate con colori accesi, pennellate veloci e accostamenti dissonanti: ad avvicinarle è la esemplare affinità stilistica, che evidenzia l’elaborazione di un modello di ritrattistica ufficiale ma antiaccademica e i risultati di grande raffinatezza e virtuosismo raggiunti da Boldini.Una cifra che influenza gli artisti parigini, e non solo, attivi in questi anni, tra i quali un posto particolare occupa Paul-César Helleu, di cui GAM conserva uno straordinario corpus di 10 ritratti incisi a puntasecca, solitamente esposto solo in parte e che per l’occasione verrà per la prima volta presentato integralmente: il ritratto femminile vi è esplorato con gli stessi toni di inquieta mondanità di Boldini, a comporre una galleria di femmes fatales eleganti e nervose.