ricevi qa sulla e-mail: ISCRIVITI
cerca articoli
parole chiave
Dal
Al
Autore

immagine dell'articolo

Alla fabbrica del vapore di Milano, al via la mostra “Che Guevara, tu y todos”

Sara Riboldi

Alla fabbrica del vapore di Milano, al via la mostra “Che Guevara, tu y todos”, visitabile fino al 1° aprile 2018. Il 9 ottobre del 1967 Ernesto Guevara, catturato in Bolivia insieme ai compagni di guerriglia, dopo un lungo interrogatorio, viene assassinato nel piccolo villaggio de La Higuera. A cinquant’anni dalla sua morte, questa mostra porterà il visitatore dentro la storia e a riscoprire l’uomo e il mito, grazie al ricchissimo e in parte inedito materiale di archivio del Centro Studi Che Guevara a L’Avana e ai linguaggi delle più innovative tecnologie. Ideata e realizzata da Simmetrico Cultura, la mostra è prodotta da Alma, RTV Comercial de l’Avana e dal Centro Studi Che Guevara, coprodotta dal Comune di Milano e Fabbrica del Vapore con il patrocinio e la collaborazione scientifica, per il contesto storico e geopolitico, dell’Università degli Studi di Milano e dell’Università IULM (Catalogo Skira). Oltre 2000 documenti – lettere, diari, foto ufficiali e private, la biblioteca personale, gli scritti autografi dei discorsi e delle opere letterarie, i video d’epoca - sono stati per due anni vagliati e tradotti e più della metà sono riutilizzati in mostra per raccontare la storia di un uomo chiave del ‘900, che di fronte agli eventi, alla situazione geopolitica, alla visione delle ingiustizie sociali non è rimasto indifferente e ha scelto di agire in prima persona. Il percorso - sviluppato in 1000 metri quadrati all’interno della Fabbrica del Vapore - inizia con una sfida: superare una linea gialla. Una parete di 16 metri a fasce mobili, retroproiettata, mostra le immagini proposte negli anni Cinquanta da Hollywood, dalle riviste di moda, dalla pubblicità delle grandi imprese delle società consumistiche. All’avvicinarsi dei visitatori però le immagini lasciano il posto a un’altra realtà, fatta di povertà e malattie, ingiustizie sociali, sfruttamento del lavoro, mancanza di libertà. Superata quella linea, inizia il viaggio nella storia di Ernesto, poi diventato El Che, che sarà punteggiata anche da due importanti tributi artistici: un’installazione realizzata appositamente da Michael Murphy, uno dei pionieri della Perceptual Art - “Il Volto di Che Guevara” - e un enorme murales creato dal cileno Victor Castillo in cui i temi cari al Che Guevara vengono affrontati con il suo stile “pop surrealista”. La mostra, con la direzione artistica di Daniele Zambelli, la curatela di Daniele Zambelli, Flavio Andreini, Camilo Guevara e Maria del Carmen Ariet Garcia e una colonna sonora originale composta da Andrea Guerra – vincitore del premio Soundtrack Stars 2017 alla 74esima Mostra del Cinema di Venezia – si sviluppa filologicamente su tre livelli: il contesto geopolitico, biografico e uno intimistico, con il racconto di diari, lettere, fino alle inedite registrazioni di poesie dedicate alla moglie Aleida. Anna Scavuzzo, vicesindaco e assessore all’Educazione, ha dichiarato durante la presentazione ella mostra interattiva: “Cinquant’anni ci separano dalla morte di una delle icone laiche più popolari del ‘900, una persona che ha fatto discutere e dialogare diverse generazioni in tutto il mondo: Ernesto Guevara, il guerrillero heròico immortalato dall’obiettivo di Korda ed entrato nell’immaginario collettivo di generazioni di giovani e meno giovani. Serve abbandonare la retorica vuota del mito per mettere da parte il personaggio e concentrarci sull’uomo: certi nelle possibilità di un linguaggio nuovo per raccontare una storia nella Storia, accogliamo la sfida di farlo alla Fabbrica del Vapore, luogo per antonomasia di incontro e di ricerca, di creatività e contaminazione che fa spazio a nuovi linguaggi, a espressioni re rispetto al già visto, già conosciuto, già raccontato. La narrazione assume un tono quasi confidenziale, accompagnandoci lungo un sentiero che ci permette di interagire tanto con l’uomo quanto con il contesto storico, culturale e politico del suo tempo. Il dibattito sulla figura di Ernesto Guevara è oggi ancora attuale, si fa ricerca di significato e allo stesso tempo di linguaggi che oggi hanno bisogno di essere ancora più sensibili, per saper cogliere la complessità e le contraddizioni del nostro mondo”.