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A Natale si pagherà il biglietto al Pantheon. Sicuro?

Roberto Vicerè

E’ di ieri la dichiarazione del ministro Franceschini riportata dal quotidiano Repubblica nell’edizione romana del 14 settembre nella quale annuncia che entro la fine dell’anno verrà attivato il biglietto d’ingresso al Pantheon “siamo in dirittura d’arrivo, a fine anno si pagherà il biglietto”.

Se è così, la sorpresa è d’obbligo.

Sembra quindi che le numerose questioni relative agli accordi tra il ministero ed il Vicariato ( il Pantheon è una basilica) hanno avuto la loro felice conclusione ed immaginiamo che a breve potremmo leggere l’accordo sottoscritto?. L’organizzazione per regolamentare il flusso dei turisti ( a pagamento) distinto dai fedeli che vogliono pregare (con ingresso libero) è stata definita in modo esecutivo? “Dobbiamo solo capire dove mettere la biglietteria” spiega il ministro a Repubblica. E’ stato redatto un piano, magari concordato con il Vicariato, per gli interventi di valorizzazione del Pantheon che il Mibact intende attuare a fronte dell’istituzione del biglietto d’ingresso?

Per capire meglio ed a completezza dell’informazione, abbiamo contattato Mons. Daniele Rettore della Basilica di Santa Maria ai Martiri, il Pantheon.

A Mons. Daniele abbiamo subito chiesto di darci i dettagli dell’annuncio relativo al biglietto d’ingresso al Pantheon per il prossimo Natale.“ No, non c’è alcun accordo ed abbiamo appreso, dalle dichiarazione odierne del ministro alla stampa, la notizia della prossima istituzione del servizio di biglietteria. Non è stato aperto alcun canale serio con l’autorità ecclesiastica; siamo andati alla rincorsa delle dichiarazioni del ministro che temo, non abbia dalla parte sua neanche la totalità del suo ministero perché le situazioni sono complesse. Cominciamo dalla prima.

Egli esercita (il ministro, ndr)  delle funzioni di valorizzazione del patrimonio storico artistico ed architettonico. Ma chi ha detto che la valorizzazione si esaurisca nel fare “cassa”?. Valorizzare il Pantheon richiede qualcosa di più complesso; un progetto più articolato rispetto alla semplice richiesta del pagamento del biglietto. Su questo argomento c’è un certo dibattito e non si può liquidare così.

Secondo problema. Il ministro pensa che mettere un biglietto al Pantheon sia, nelle sue competenze, così come decidere su un bene di esclusiva gestione ministeriale. Non è così perché il Pantheon è una basilica. Non è una basilica per due o tre ore, a tempo, ma lo è sempre. Di questo c’è la prova provata. Il ministero continua ad inviarci copia dei loro dispositivi relativi ai siti di loro diretta competenza che però non si possono applicare al Pantheon. Infatti con l’autorità ecclesiastica non si è arrivati ancora ad un accordo. L’allora direttore dei musei (Ugo Soragni ndr) invio una bozza di convenzione al Vicariato di Roma; il Capitolo dei Canonici (unico soggetto abilitato a firmarla) l’ha rinviata al ministero con alcune osservazioni riscrivendola in parte. Ad oggi, non è tornato indietro nulla dal Mibact. Siamo al momento arenati. Le due bozze, quella del Mibact e quella corretta dal Capitolo, non sono identiche. Ora, se tra 4 mesi il ministro vuole attivare il biglietto, dovrà pur contattarci perché le due bozze non sono propriamente identiche; non sono distanti, ma non sono la stessa. Il nuovo direttore dei musei non ci ha ancora contattato. Mi sembra che la dichiarazione del ministro riportata da Repubblica sia una forzatura. Ci sono problemi giuridici piuttosto seri difficilmente risolvibili in 4 mesi. Comunque sia il Pantheon è una Basilica; chiunque può liberante entrare solo per pregare. Come si fa a risolvere il problema di distinguere tra turisti e fedeli se la basilica ha una sola porta? Non siamo “in dirittura d’arrivo”; siamo ancora nella fase di dover elaborare un testo comune per l’introduzione del biglietto. Non siamo mica contrari e capiamo anche le ragioni del ministero.

Il Capitolo vuole conoscere: A) valorizzare non significherà solo “fare soldi” ci sarà anche qualcos’altro; una operazione di cassa non può essere spacciata per valorizzazione. B) il Concordato, nello stato di diritto, vale anche per Pantheon; se il ministro crede che quello sia un monumento ed una chiesa solo a tempo, allora non ha capito il problema e può fare tutte le dichiarazioni che crede; certo non aiutano i rapporti con il Vicariato”.

Aspettiamo Natale.