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Verso la 17esima Quadriennale del 2020

Laura Gigliotti

Foto: Sarah Cosulich 

A differenza di quanto è avvenuto per la Quadriennale del 2016, organizzata in poco tempo e affidata a dieci (diventati undici) curatori incaricati di trattare dieci diversi temi con un centinaio di artisti, la 17esima Quadriennale per la prima volta nella sua lunga storia ha un direttore artistico e curatore incaricato di organizzare la prossima esposizione del 2020. E’ Sara Cosulich, triestina, con un curriculum di tutto rispetto, laurea in storia dell’arte a Washington D. C., master a Londra, collaborazioni a Berlino e alla Tate Modern di Londra, curatrice a Villa Manin e a Milano. Dal 2012 all’anno scorso ha diretto Artissima a Torino. Scelta dal cda della Fondazione Quadriennale su 116 curatori che hanno risposto al bando pubblico, poi ridotti a 16 che hanno presentato un proprio progetto e infine a 6 finalisti. Ora è a Roma per la prima volta a presentare, insieme al Presidente della Quadriennale Franco Bernabè nella ex GIL in Trastevere, capolavoro di Luigi Moretti (1933-1936), il suo progetto da qui a tre anni. O piuttosto il percorso di avvicinamento alla meta. Che è abbastanza complesso e articolato. Mira a sostenere l’arte italiana sia all’interno che all’esterno con una serie di iniziative legate l’una all’altra, realizzate in collaborazione con il co-curatore Stefano Collicelli Cagol. Anche lui con tutte le carte in regole. Studi e preparazione adeguati, attività accademica ed esperienze in Musei del Contemporaneo dal Castello di Rivoli, alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, a Palazzo Grassi.

Fatte queste premesse ecco le iniziative per il triennio 2018-2020. L’obiettivo, tenendo fede allo spirito dell’istituzione, sorta nel 1927 per selezionare ogni quattro anni il meglio dell’arte prodotta in Italia (alla Biennale di Venezia nata nel 1895 la dimensione internazionale), è di rendere la Quadriennale un partner attivo e propositivo nel sistema dell’arte italiano, stimolando il dialogo, lo scambio d’idee e le prospettive degli artisti italiani attraverso la loro promozione fuori d’Italia.

Il percorso di avvicinamento al 2020, per dare forma all’istituzione e preparare con cura la nuova esposizione, prevede tre diversi momenti di supporto all’arte in Italia e all’estero, Q-Rated, Q-International e Q-2020. Il primo vede una serie di workshop organizzati dalla Quadriennale che approfondiscono tematiche importanti nel campo delle arti mettendo in contatto professionisti internazionali del contemporaneo con giovani artisti e curatori italiani. A ogni workshop, della durata di tre giorni, tenuto da tre artisti e curatori stranieri, parteciperanno dieci artisti e due curatori italiani di età compresa fra i 21 e i 32 anni, selezionati attraverso un bando (disponibile sul sito della Quadriennale dal 13 marzo). Il primo incontro dal 3 al 5 luglio nella sede romana della Quadriennale a Villa Carpegna. Ma si terranno in molte altre città, da Palermo, a Venezia, Milano, Torino. Chiaro l’obiettivo, uno scambio di idee e pratiche che nasce nel confronto fra artisti e curatori di diversa provenienza e generazione.

A questa operazione quasi di mappatura dell’arte italiana di oggi (almeno una novantina gli artisti coinvolti), si accompagna una serie di simposi organizzati a Roma e incentrati su diversi temi che coinvolgono studiosi, artisti, accademici, critici di diversa formazione e opinione in modo da stimolare confronti dal centro alla periferia, dall’Italia al mondo e viceversa.

Il secondo progetto Q-International, come dice il nome, è rivolto a sostenere le iniziative italiane fuori dei confini nazionali. E qui l’esperienza internazionale della curatrice si fa sentire. E’ prassi - ricorda Cosulich - che all’estero si chiedano in occasioni di manifestazioni a partecipano artisti stranieri, e nel loro paese ci sono organizzazioni che li supportano. “E’ una lacuna che abbiamo – afferma – A chi può rivolgersi un artista italiano?” Il progetto mira a sostenere le manifestazioni e le mostre realizzate all’estero che includono i nostri artisti. Insomma occorre un sostegno rapido e preciso rispetto alle spese legate all’organizzazione, ai trasporti, alle assicurazioni, alle pubblicazioni e a tutto ciò che concerne la partecipazione ad un evento. Q-International è pensato come un “fondo” dedicato agli artisti, creato per sostenere le spese, fornire aiuti economici in vista di un’esposizione. E’ finanziato in parte con risorse della Quadriennale e grazie ad attività di “fund raising” con aziende istituzioni pubbliche e private e sostenitori individuali.

Di selezionare i progetti più interessanti fra quelli pervenuti dovrà occuparsi un Comitato scientifico composto da Cristiana Collu direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, Andrea Villani direttore del Madre di Napoli, Alberto Garutti e Cesare Pietroiusti, artisti e docenti. Favorire, stimolare la visibilità degli artisti italiani al di là dei confini nazionali e anche sapere quanti sono e dove sono. E’ questo il compito strategico della Quadriennale, punto di riferimento di tutto il sistema. Il percorso preparatorio di ricerca è insieme l’esito finale della diciassettesima Quadriennale Q2020.

“Ciò che ha colpito la Commissione nella scelta del direttore artistico– riferisce il Presidente Bernabè – è il fatto che Sara Cosulich ha privilegiato dell’arte italiana la vista dall’esterno, cosa vedono gli altri di noi da fuori, cosa si deve fare. E anche la necessità di creare un network fra gli artisti”. E Bernabè non sfugge alle domande circa la prospettiva finanziaria dell’operazione mostra 2020. “Per l’edizione 2016 il 50% venne dal Mibact, noi mettiamo a disposizione 300mila euro per avviare il progetto”. E poi c’è l’Art Bonus che si estende agli archivi, importante quello della Quadriennale. “Ma c’è necessità di un supporto privato come si è fatto nel ’16 con l’ENI. Non vogliamo avere un semplice sponsor, un obolo – prosegue Bernabè - ma elaborare un progetto che dia visibilità all’Italia, visibilità internazionale. La mostra del 2020 è una grande opportunità anche per Roma. Un’occasione per rilanciare un meccanismo di sviluppo in una città che ne ha tanto bisogno”.