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La Soprintendenza blocca l'ennesimo tentativo di una discarica a ridosso del sito Unesco di Villa Adriana

Red

«Di queste attività di movimento terra non è stato dato alcun avviso alla Soprintendenza, malgrado la zona sia gravata da vincolo paesaggistico, e sia di grande interesse storico viste le importanti presenze archeologiche e monumentali. Pertanto si invita a voler far sospendere le attività in atto nell’area in attesa del parere di competenza di questa Soprintendenza» E’ il testo della circolare a firma del soprintendente Francesco Prosperetti direttore della Soprintendenza speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma con la quale blocca i lavori per la costruzione delle discarica a ridosso del sito archeologico di Villa Adriana. Destinatari del documento sono i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale,(competenti per territorio), il comando della polizia locale del VI municipio e l’ufficio tecnico dello stesso.

Una settimana fa era apparsa sul Corriere della Sera a firma di Gian Antonio Stella, una denuncia di sospetti “movimenti terra”. Un precedente tentativo era già accaduto nel 2012 quando il commissario per la gestione dei rifiuti individuò un sito (poco più distante dell’attuale) tanto che l’Unesco si dichiarò pronta a togliere il suo marchio di patrimonio dell’umanità al sito che fu dimora dell’imperatore Adriano, se la discarica fosse stata realizzata.

"Del fatto che in quella cava ci fossero lavori in corso per realizzare una discarica lo abbiamo appreso dai giornali mentre, sulla base della legislazione vigente c'è l'obbligo di presentare il progetto e acquisire il parere della Soprintendenza. Cosa che non è stata fatta. Per questa ragione abbiamo diramato una nota ai carabinieri, ai vigili urbani e all'Ufficio Tecnico del VI Municipio, firmata da Prosperetti, chiedendo informazioni sui lavori e la sospensione degli stessi in attesa della nostra valutazione. Adesso aspettiamo che gli interessati portino il progetto in Soprintendenza e vedremo se è compatibile con l'area o se invece è il caso di chiederne una revisione” lo ha comunicato Stefano Musco, archeologo della Soprintendenza Speciale e responsabile dell’area. Musco ricorda che nella zona di Corcolle, poco distante dall’area interessata dalla discarica, c'è un centro abitato con una necropoli e un santuario che risale all'età protostorica. Poi ci sono vile romane e tracciati viari.