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Traslato nella Basilica del Pantheon "l'Altare", opera d'arte del maestro Severino

Davide Marcatelli

In questi giorni di particolare fermento intorno alle vicende del Pantheon, con la modifica della Convenzione tra il Capitolo del Pantheon e il Ministero che porterebbe (le passate esperienze ci fanno utilizzare ancora il condizionale) lunedì alla firma e quindi alla introduzione del biglietto d’ingresso, riteniamo interessante soffermarci sul completamento della traslazione delle opere d’arte del Maestro Severino nella Basilica stessa, trittico riunitosi proprio negli scorsi giorni con la collocazione dell’Altare, che si è unito all’Ambone e alla Via Crucis già installate negli scorsi anni.  Si va così a completare il percorso d’arte che, in linea con le indicazioni del Santo Padre dell’Arte quale guida per avvicinare l’uomo a Dio, il Capitolo del Pantheon aveva inteso iniziare in occasione del 1400° anno dalla Intitolazione della Basilica, nel 2009. La Basilica del Pantheon è stata fin dal XVI secolo luogo privilegiato del dialogo arte e fede. Il Canonico Desiderio da Segni, dopo un pellegrinaggio in Palestina, ricevette dal Capitolo dei Canonici una Cappella in cui conservare e venerare le reliquie da lui raccolte nel viaggio. E’ la Cappella di S. Giuseppe di Terrasanta. Per assicurare il decoro e il culto, egli istituì la Congregazione dei Virtuosi, di cui furono membri illustri Raffaello (che al Pantheon è sepolto), Beccafumi, Caravaggio, Bernini, Corelli, Velasquez, Vignola, Valadier, Canova. Il 13 maggio 2009 si è celebrato il 1400° anniversario della Dedicazione della Basilica del Pantheon al culto cristiano. Il Capitolo dei Canonici ha ritenuto di non potersi limitare ad affidare ad una delle tante lapidi la memoria della ricorrenza. Ha così voluto progettare e realizzare una vera e propria testimonianza della fede di oggi, perché i cristiani del terzo millennio potessero , al pari delle generazioni passate, rendere ragione e lasciare una traccia della propria sensibilità cristiana. E’ stata così concepita una “Via Crucis” in bronzo dorato, un Ambone e l’Altare, realizzati dal noto scultore Federico Severino. Gli elementi simbolici caratterizzanti e ricorrenti nella Via Crucis sono la Croce, la Corona di Spine, l’Ottagono, il Volto del Cristo. Come dice il Santo Padre: “Si rende necessario che la formazione nella ‘via pulchritudinis’ sia inserita nella trasmissione della fede. E’ auspicabile che ogni Chiesa particolare promuova l’uso delle arti nella sua opera evangelizzatrice, in continuità con la ricchezza del passato, ma anche nella vastità delle sue molteplici espressioni attuali, al fine di trasmettere la fede in un nuovo ‘linguaggio parabolico’. Bisogna avere il coraggio di trovare i nuovi segni, i nuovi simboli, una nuova carne per la trasmissione della Parola, le diverse forme di bellezza che si manifestano in vari ambiti culturali, e comprese quelle modalità non convenzionali di bellezza, che possono essere poco significative per gli evangelizzatori, ma che sono diventate particolarmente attraenti per gli altri”  (Evangelii Gaudium, n. 167). Negli scorsi giorni è stato quindi finalmente collocato l’Altare, dando pienezza al percorso d’arte di questa nuova installazione