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L'affidamento dei siti culturali demaniali di Ravenna. Il punto di Federculture

Red

Nell’articolo pubblicato ieri dal titolo: “Franceschini cede musei e arte di Ravenna senza gara ai privati” abbiamo ripreso nuovamente la notizia dell’accordo sottoscritto a febbraio c.a. tra il Mibact e Regione Emilia Romagna, la Provincia di Ravenna ed il Comune di Ravenna per l’affidamento della gestione dei 4 siti culturali del Mibact al Comune di Ravenna indicando nell’accordo il soggetto pubblico-privato, la Fondazione RavennAntica, cui affidare direttamente la gestione operativa dei siti.

La notizia pubblicata domenica anche dal “Il Fatto Quotidiano” con l’articolo a firma Vittorio Emiliani, cita l’imminente decisione che il Consiglio di Stato prenderà a seguito del ricorso presentato da una società che opera da molti anni nel settore, contro l’affidamento diretto delle attività alla Fondazione RavennAntica.

Riceviamo oggi, dal direttore di Federculture, l’associazione che rappresenta le aziende culturali e tutti i soggetti pubblici e privati impegnati nella gestione dei servizi legati alla cultura, al turismo, e al tempo libero, il comunicato stampa con il quale auspica che l’attesa sentenza del Consiglio di Stato legittimi l’accordo di febbraio tra Mibact e Comuni di Ravenna.

Per completezza d’informazione ne pubblichiamo una sintesi.

“ L’Accordo, in linea con quanto previsto dal Codice dei Beni Culturali (art. 111-112-117), dalla direttiva Ue sugli appalti pubblici (2014/24/UE), e dall’art. 151, comma 3 del Codice dei contratti pubblici, prevede l’affidamento ad un soggetto formalmente di natura privata ma di emanazione pubblica – la Fondazione RavennaAntica– della gestione di alcuni monumenti statali, in un’ottica di rafforzamento dell’impegno per un miglioramento complessivo dei servizi di comunicazione e di accoglienza dei visitatori e quindi della fruizione pubblica dei beni affidati. ….Su questi temi Federculture ha promosso nei mesi scorsi la prima Conferenza Nazionale dell’Impresa Culturale proprio per affermare la rilevanza della “cultura della gestione” portata avanti dalle imprese culturali (come la stessa Fondazione RavennAntica) che, nel conseguimento dell’interesse pubblico dell’accessibilità dei cittadini alla cultura, operano con obiettivi di sostenibilità, efficienza, sviluppo, coniugando la capacità di intraprendere in modo stabile ed autonomo servizi e attività che migliorano la pubblica fruizione, con quella di produrre valore non solo economico ma anche sociale, innescando dinamiche positive nell’ambito dei territori. “Confidiamo –dichiara Andrea Cancellato, Presidente di Federculture- che anche il giudice amministrativo colga la grande portata innovativa rappresentata dal “caso Ravenna” e favorisca lo sviluppo di un settore che richiede una forte capacità di gestione a cui, finalmente, anche il Mibact guidato dal Ministro Franceschini ha mostrato grande interesse”.”