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Italiana, donna, competente e dirigente del Mibact è il nuovo direttore del parco del Colosseo

RV

L’annuncio l’ha fatto il ministro Franceschini: “L’archeologa Alfonsina Russo è il nuovo direttore del Parco del Colosseo”. Un profilo professionale di altissimo livello. Laurea in lettere classiche indirizzo archeologico, presso l’Universita' degli Studi di Perugia. Dottorato di ricerca in archeologia nel 1990 presso il Consorzio delle Universita' di Perugia, Ferrara e Milano. Dal 2009 dirigente del Mibact e già Soprintendente Archeologo per l'Etruria meridionale e Soprintendente per l'Archeologia belle arti e paesaggio per l'Area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l'Etruria meridionale. Si è occupata di allestimenti museali e di gestione di musei, di allestimenti di importanti mostre in Italia e all’estero. Ha curato numerose pubblicazioni scientifiche e ha tenuto conferenze presso prestigiose Università italiane e straniere.

Erano rimasti in 10 i candidati scelti tra le 78 candidature ( solo 8 da stranieri) che avevano risposto al bando del Mibact. “La Commissione, che ringrazio, ha valutato i curricula e l’attitudine a guidare il Parco Archeologico più importante e conosciuto del mondo, indipendentemente dalla nazionalità ed io ho scelto, all’interno della terna che mi è stata proposta, Alfonsina Russo, una Archeologa italiana che ha accumulato una importante esperienza di tutela e valorizzazione a più livelli” Ha dichiarato il ministro Dario Franceschini. 

I candidati sono stati valutati dalla commissione presieduta da Paolo Baratta, Presidente della Fondazione La Biennale di Venezia, assieme a Luca Giuliani, archeologo e rettore del Wissenschaftskolleg zu Berlin, Keith Christiansen, storico dell’arte, John Pope-Hennessy presidente del dipartimento di pittura europea del Metropolitan Museum of Art di New York, Lorenzo Casini, professore ordinario di diritto amministrativo nella Scuola Imt Alti Studi di Lucca e consigliere del ministro Franceschini e Claudia Ferrazzi, membro del consiglio di amministrazione del Museo Louvre Lens.

Con la scelta del direttore si completano anche gli altri organi che concorrono alla gestione del parco:

  • un consiglio di amministrazione presieduto dallo stesso direttore e composto da Irina Bokova, già Direttore Generale dell’Unesco, Giancarlo Capaldo, già procuratore aggiunto della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, Daniele Manacorda, professore ordinario di archeologia classica all’Università degli Studi Roma Tre, e Antonia Pasqua Recchia, già Segretario Generale del MiBACT; 
  • un collegio dei revisori dei conti composto da Biagio Mazzotta, Ispettore Generale Capo della Ragioneria Generale dello Stato, Vincenzo Donnamaria, avvocato tributarista, e Salvatore Gueci, dirigente dell’Ispettorato Generale del Bilancio del Ministero dell’economia e delle finanze.

La durata dell’incarico è di 4 anni e la retribuzione annua lorda prevista è di €145.000, più eventuale retribuzione di risultato, dipendente dalla valutazione annuale del direttore e dall’ammontare del fondo disponibile, per un importo fino a un massimo di 35.000 euro. Al direttore spetta la responsabilità della gestione del parco archeologico nel suo complesso, nonché dell’attuazione e dello sviluppo del suo progetto culturale e scientifico. Il direttore esercita altresì le funzioni spettanti ai Soprintendenti Archeologia, belle arti e paesaggio, sull’area di cui all’Accordo tra il Ministero e Roma Capitale per la valorizzazione dell’area archeologica centrale, sottoscritto in data 21 aprile 2015. 

Proprio per quest’ultimo aspetto che l’iter per la scelta del direttore ha richiesto più tempo di quello preventato. Il motivo principale è stato il ricorso al Tar, da parte di Roma Capitale che contestava l’istituzione, unilaterale da parte del Mibact, del Parco del Colosseo. Non si tratta della sola gestione del Colosseo, ma del “Parco del Colosseo” area più vasta che comprende anche Palatino, Foro Romano e Domus Aurea. Istituito dal Mibact in contrasto con Roma Capitale che ha subito contestato la scelta del Ministero fatta, secondo la Sindaca e l’Assessore alla cultura, in contrasto con l’accordo sottoscritto il 21 aprile 2015 dall’allora sindaco Marino con il Ministro e nel quale si stabiliva il principio della gestione congiunta delle aree archeologiche di Roma (finalmente l’area archeologica comunale e quella demaniale diventavano un unica area, ndr). L’impasse si è poi sbloccata con il ricorso del Mibact al Consiglio di Stato (che ha dato ragione al ministero) contro la decisione del Tar.

"Sono felicissima, ringrazio il ministro Franceschini e tutto il ministero per la fiducia che mi hanno accordato. È un grande onore per me, perchè dirigo il luogo archeologico più importante al mondo. Sono emozionata e felice” è il primo commento del neo direttore, che prosegue: "Il primo obiettivo sarà ridare vita e riaprire il parco anche alla città di Roma, perchè i cittadini devono essere consapevoli del tesoro che hanno. Il parco è visitato soprattutto da turisti e da chi arriva fuori Roma. Il mio compito sarà potenziare l'accoglienza a tutti i livelli e aprire il parco innanzitutto alla città e ai giovani. E poi affronteremo anche le tante problematiche che ci sono".