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In forse l’avvio dei corsi delle Scuole di Arte e Mestieri di Roma Capitale

RV

Solo per la disponibilità di 12 insegnati (quelli che grazie ad un ricorso al Tar negli anni passati hanno ottenuto un rapporto di lavoro stabile) alcuni dei corsi programmati per le 4 scuole di Arti e Mestieri, sono stati avviati. Gli altri corsi, per gli 800-1000 studenti iscritti annualmente, per iniziare, dovranno attendere una soluzione per il restante corpo insegnante, ancora senza alcun contratto;ma al momento sembra difficile, .

Fino a qualche anno fa, nella solita situazione indefinita che spesso caratterizza la mancanza di volontà a risolvere i problemi, gli insegnanti partecipavano ad un bando per incarichi biennali e venivano assunti  tramite le solite formule: co.co.pro., co.co.co. e partite iva. Dopo il Decreto Madia di quest’anno, Roma Capitale ha comunicato al personale docente, che secondo il Decreto i contratti non possono essere reiterati per più di 2 volte (il Comune è anche in causa con gli insegnanti). Questa è la situazione delle scuole comunali d’arte e artigianato più antiche d’Italia.

I corsi delle Scuole di Arte e Mestieri e di Roma Capitale Istituti di formazione all’artigianato artistico nate nel 1871, che invece non cominciano, ad eccezione forse di un 10% affidati a pochissimi insegnanti che 15 anni fa riuscirono a farsi assumere in pianta stabile per mezzo di un ricorso al TAR. Da alcuni anni le quattro celebri scuole del Comune di Roma, collocate in edifici del centro della città, hanno solo due coordinatori e due segretari su quattro, problemi economici seri non essendo più aggiornate da anni nelle attrezzature dei laboratori sino a non avere i mezzi per sostituire le lampade fulminate. I docenti sono pagati da circa 10 anni con 34 € l’ora, tutto compreso, tasse e INPS” Ci spiega la situazione il prof. Marco Castracane, insegnante di restauro dei materiali antichi e Storia del’Arte presso la scuola “Nicola Zabaglia”.

Una soluzione potrebbe venire dall’accordo tra Roma Capitale e l’Area Metropolitana di Roma (il territorio della provincia, ndr) che potrebbe assumere i docenti tramite una società in-house. Una delibera di giunta in questo verso sembrerebbe fatta, almeno per quest’anno.

Prosegue il prof Castracane: ”Questa realtà si conosceva dalla scorsa primavera e l’Amministrazione avrebbe potuto bandire in tempo un concorso per assumere degli insegnanti, o dare incarico ad una agenzia di lavoro interinale, ma siamo arrivati a Novembre e l’amministrazione non sapeva come uscire dall’impasse. In conclusione, a meno che non si voglia accusare l’Avvocatura Comunale di incompetenza, si può temere che la possibile chiusura delle scuole, la dispersione di un centinaio di docenti specializzati nel tanto decantato artigianato artistico italiano ed un risarcimento degli studenti che hanno pagato la prima retta, sia dovuta ad una scelta che viene da lontano, e cioè di estromettere le predette scuole dai prestigiosi ambienti in cui hanno operato da più di un secolo ed utilizzarli una volta liberati, per scopi burocratici, come richiesto dai detrattori di questo tipo di scuole non in linea con quelle che gestiscono ben altri fondi e ben altri stipendi che quelli delle Scuole di Arte e Mestieri”.