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Pronto il DM 374 per i lavori su i beni culturali tutelati. A breve l’operatività

RV

E’ stato registrato dalla Corte dei Conti ed entrerà in vigore dopo 15 giorni dalla pubblicazione sulla gazzetta Ufficiale il Decreto n.374 del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo di concerto con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti recante “Regolamento sugli appalti pubblici di lavori riguardanti i beni culturali tutelati ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50”. Arriva con un anno di ritardo sulla tabella di marcia, stabilita dal codice degli appalti, in quanto avrebbe dovuto essere emanato entro il 18 ottobre 2016.

Il Dm è costituito da 28 articoli suddivisi in sei Titoli e si applica a tre tipologie di lavori pubblici:

• scavo archeologico, comprese le indagini archeologiche subacquee;

• monitoraggio, manutenzione e restauro dei beni culturali immobili;

monitoraggio, manutenzione e restauro dei beni culturali mobili, superfici decorate di beni architettonici e materiali storicizzati di beni immobili di interesse storico, artistico o archeologico.

L'articolo 13 del decreto definisce i requisiti di qualificazione del direttore tecnico per i lavori di restauro e manutenzione dei beni immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice (categoria OG 2), ve essere un architetto iscritto alla sezione A dell'albo o ad un laureato in conservazione dei beni culturali (laurea magistrale). Per i lavori su superfici decorate di beni architettonici e beni culturali mobili di interesse storico, artistico, archeologico ed etnoantropologico (categoria OS 2-A) e per beni culturali mobili di interesse archivistico e librario (categoria OS 2-B) il direttore tecnico deve essere ricoperto da restauratori di beni culturali in possesso di diploma rilasciato da scuole di alta formazione e di studio oppure da soggetti in possesso di laurea magistrale in conservazione e restauro di beni culturali. Nelle categorie OS 2-A e OS 2-B possono assumere il ruolo di direttore tecnico anche i restauratori di beni culturali che hanno acquisito la relativa qualifica in base alle regole che il Codice dei beni culturali e del paesaggio fissa nelle disposizioni transitorie (articolo 182), ossia inseriti nell'apposito elenco predisposto dal Mibact. Posso ricoprire il ruolo di direttore tecnico a condizione, però, di aver svolto almeno tre distinti incarichi nell'ambito di lavori afferenti alle categorie OS 2-A e OS 2-B. Per gli scavi archeologici (categoria OS 25) sarà necessario possedere i titoli che devono essere definiti dal decreto del Mibact previsto dal Codice degli appalti. Si tratta del decreto con il quale devono essere fissati i criteri per la tenuta dell'elenco, istituito presso il Ministero, degli istituti archeologici universitari e dei soggetti in possesso della necessaria qualificazione in campo archeologico.

Il Consiglio di Stato nel dare il parere favorevole, ha indicato la necessita di una disciplina ad hoc e ancora più snella per i lavori sotto i 40.000 euro. Inoltre raccomandato la “possibilità di omettere, in situazioni particolari, il progetto esecutivo e di affidare i lavori sulla base del progetto definitivo”, sottolineando che “per prevenire il contenzioso occorre validare definitivamente la scelta con previsioni ad hoc un sede di decreti correttivi al codice appalti”.

L’Ari l’associazione dei restauratori solleva dubbi e incongruenze sul decreto appena approvato evidenziando che tra i vari elementi peggiorativi o comunque portatori di confusione spicca una voce di una gravità assoluta: “all’art. 13, comma 2 e 5 si introduce una differenza nella qualifica del restauratore di beni culturali a secondo se sia stata ottenuta secondo l’art. 29 del codice dei beni culturali, o secondo l’art. 182. La qualifsmetterebbe di essere unica, poiché distingue tra chi è in possesso della laurea LMR02 o equipollente (diploma SAF corsi post 2009) e chi invece ha ottenuto (ossia otterrà) la qualifica con il bando in corso. Al momento questa distinzione riguarda soltanto la figura del direttore tecnico per le imprese con qualifica SOA (per importi superiori a €150 mila) che nel caso fosse qualificato secondo l’art.182 deve soddisfare ulteriori requisiti. Ma è evidente che si introduce di fatto una qualifica di serie A e una di serie B”.