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Turismo e crescita economica. L'intervista all'Onorevole Fantinati della X Commissione turismo

Roberto Vicerè

Abbiamo chiesto all’onorevole Mattia Fantinati, in qualità di membro della X Commissione attività produttive, commercio e turismo, di fornirci una panoramica dello stato dei programmi e delle attività che il Governo, attraverso le sue strutture esecutive, sta mettendo in atto per la crescita qualitativa e quantitativa del settore del turismo. Ecco l’intervista.

Onorevole Fantinati, come membro della Commissione attività produttive e Turismo lei si è sempre distinto per una posizione rigorosa e costruttiva a sostegno dello sviluppo del turismo in quanto volano prioritario per la nostra economia. Molti sono gli attori che in sinergia hanno il compito di far crescere questo importante settore; lei si ritiene soddisfatto di quanto fino ad oggi è stato fatto? Se, no, quali critiche si sente di muovere?

Critiche le muovo a come il governo stesso considera il turismo. Se noi guardiamo le classifiche internazionali, quelle che valutano come i governi sanno promuovere il turismo, l’Italia è al 65º posto nella classifica di quanto il governo valuta strategico il turismo come settore per uscire dalla crisi. È chiaro che si può fare molto di più. Noi abbiamo una Ferrari ma la teniamo in garage. È chiaro che l'Italia da sé è un fortissimo attrattore, tale da riuscire quasi ad autopromuoversi. Il settore del turismo, rappresenta il 10%-11% del Pil ed il 10,4% di occupazione. Si potrebbe fare molto di più si potrebbe arrivare ad un 15% che non è un valore campato in aria ma è quello che fanno già altri nostri competitors come Francia e Spagna. Si può fare molto di più, soprattutto non tanto come numero di turisti; secondo noi non dobbiamo aumentare il turismo di massa ma dobbiamo far sì che i turisti spendano un po' di più cioè si introiti di più. Noi siamo quinti a livello mondiale per quanto riguarda l’afflusso di turisti ma siamo settimi per quanto riguarda gli introiti. Quindi che cosa significa? Che ci sono 2 nazioni che hanno meno presenze di noi ma introitano molto di più perché sopratutto da noi stanno molto poco. Noi abbiamo un turismo legato principalmente ai nostri grandi attrattori turistici che sono dei mordi e fuggi. Io mi immagino una Venezia che praticamente riceve 20.000 passeggeri al giorno dalle grandi navi ma quelli lasciano veramente poco sul territorio di Venezia. Bisogna togliere il freno alla Ferrari; bisogna che non solo Franceschini come ministro del turismo dei beni culturali, ma anche Padoan come ministro dell’economia oppure Calenda vogliano investire in questo settore che devono considerare prioritario. Si può fare davvero tanto; il turismo ha dei numeri importantissimi che vanno oltre il tessile oltre la moda oltre l’agroalimentare. Se consideriamo il turismo diretto e tutto l’indotto che genera, scopriamo dai numeri che è veramente uno dei principali settori economici del nostro paese.

Dal settembre 2015 L’Enit è stato trasformato in ente economico e riorganizzato proprio per essere l’attore principale della crescita qualitativa e quantitativa del nostro turismo. In un recente intervento alla Camera Lei ha indicato le criticità che L’Enit sta incontrando in questa azione. Quali sono secondo lei oggi le criticità e quali i correttivi che l’Enit dovrebbe o potrebbe darsi per attuare una efficace azione di promozione del cosidètto “prodotto” Italia?

C'è da dire che da quando è stato trasformato in ente economico, io non ho più visto nessuna azione fatta dall’ENIT. L'idea che ho come membro della commissione attività produttive, che di fatto ci sia un Enit fermo. Io non ho più visto nessuna promozione, nessun prtto. Attenzione, è vero che siamo il paese più desiderato dai viaggiatori e quindi sembrerebbe che la promozione possa essere anche secondaria. Eppure come noi vogliamo promuoverci, che cosa vogliamo diventare nei prossimi 10 anni e come andiamo a promuoverci all’estero; è fondamentale l’immagine che il turista dall’estero ha dell’Italia. L’Enit dal 2015, io l’ho trovato fermo; sopratutto anche per i grandissimi conflitti d’interesse che ci sono al suo interno.

Sono trascorsi 2 dei 3 anni di mandato per i componenti del management dell’Enit; il personale operativo tra l’altro non è ancora a regime, c’è in piedi questo concorsone enorme con oltre 10.000 domande, inimmaginabili anche quando è stato bandito; mentre dall’altra parte c’è un numero di dirigenti che a questo punto sembra sovradimensionato rispetto alla struttura operativa. Lei che voto darebbe a questa struttura di governance in particolare modo per ciò che riguarda l’attuazione dei progetti previsti nella programmazione annuale?

Guardi io per dare un voto vorrei vedere quello che hanno fatto. Penso agli ultimi due o tre progetti avviati: bellezza@governo.it fermo; “very bello” morto; il sito italia.it che far venir voglia di scegliere qualche altro paese se qualche straniero va a leggere il sito. Sono la nostra carta di presentazione io sinceramente dal punto di vista del management non vedo un progetto che sia andato in porto chiuso e finito e quindi misurabile. Non posso dare nessun voto, perché per dare un voto dobbiamo misurare le cose. L’Enit anche assieme al Governo con il ministero di Franceschini, ha fatto un piano strategico sul turismo che però pecca di grandi cose; pecca soprattutto di tempi e costi cui io possa misurare. Lì c'è scritto di tutto e di più, cose anche abbastanza condivisibili. però non c'è scritto in quanto tempo e quanto costa, quali sono le azioni strategiche, cosa faranno prima cosa faranno dopo. Guardi io da ingegnere un progetto che non ha dei tempi e costi che non è misurabile, può essere anche il più bel progetto del mondo ma secondo me rimane nel cassetto. E’ quello che sta succedendo; vuoi anche perché un management che molto probabilmente ha altro per la testa. Molti hanno altri ruoli, sono nella FIFA, sono in Emirates, in Alitalia, quindi capisce che quello che bisogna fare è prendere delle persone che hanno veramente voglia di fare dei progetti concreti misurarli e impegnati a tempo pieno. Soprattutto non buttare risorse perché se io penso che per il portale “italia.it" sono stati buttati 25 o non si sa nemmeno quanti milioni di euro, adesso ne voglio rimettere altri sei-sette sopra.

Sono stati destinati consistenti finanziamenti per la promozione e per lo sviluppo del turismo, e l’Enit è il soggetto attuatore o quello che dovrebbe sovrintendere al corretto utilizzo di questi fondi oltre che essere il progettista di questa azione. Secondo lei si sta operando efficacemente per l’utilizzo di questi fondi? i progetti di promozione che sono stati individuati si stanno attuando?

Quello che sta facendo operativamente l’Enit, sinceramente, non sono dentro e non lo posso sapere. Da membro della commissione attività produttive, come anche il governo dovrebbe fare, quindi il Mibact, cerco di sorvegliare e cerco di capire quello che sta succedendo, ma mi sembra che soprattutto il governo non lo stia facendo. Ho fatto tantissime interrogazioni al Ministro Franceschini perché sorvegli; proprio perché ci spieghi come vengono utilizzate tutti questi fondi per la promozione del nostro paese che sono importantissimi se vengono utilizzati bene, se vengono utilizzati operativamente. Noi non siamo quelli del no; ci mancherebbe. La promozione è la prima cosa che bisogna fare perché dalla promozione nasce tutto, vorrei solo capire solo come vengono gestite le risorse finanziarie . Finora l'ENIT ne ha fatta poca. Da poco infatti hanno aggiornato il sito, hanno aggiornato i bandi, e mi sembra che lo stiano facendo molto lentamente rispetto poi a quello che si legge sui giornali.

Il mercato cosiddetto digitale è fondamentale per la crescita di qualsiasi settore economico. Nel piano strategico del Turismo si da un importanza assoluta a tale crescita. Molte pagine del Piano sono stati destinate alla crescita tecnologica. Ritiene che gli sforzi fatti e le azioni di crescita tecnologica attuate in questi 2 anni hanno portato l’Italia al passo con le altre nazioni tecnologicamente più avanzate?

Onestamente le devo dire che qualcosa è stato fatto. È stato fatto molto poco per avvicinarsi, come diceva lei prima, alle nazioni più avanzate che utilizzano al meglio la tecnologia per il turismo. Io vedo praticamente un Sud che arranca. Se vado a vedere lo sviluppo di infrastrutture al Sud ne vedo poche. Così, anche la stessa valorizzazione del nostro patrimonio culturale; se pensiamo che la digitalizzazione del nostro patrimonio culturale oltre a renderlo fruibile e più accessibile, significa anche catalogarlo cioè capire qual’è la sua consistenza ed il suo stato. Le spiego con un mio esempio personale. Io sono andato a vedere Van Gogh digitale a Roma e mi è venuta voglia di andare a vedere i quadri originali di Van Gogh ad Amsterdam. Se poi pensiamo che siamo i primi come paese più ricercato al mondo come meta turistica e siamo ventesimi come capacità, come infrastrutture tecnologiche e digitali lei capisce che basterebbe aumentare, investire in più in questo settore per cercare di aumentare sia i posti di lavoro ma anche la marginalità. Tantissimi altri paesi che avevano poco hanno cercato di essere social, di mettere on-line quel poco che avevano e la differenza in questi anni la stan facendo. Una nazione che ha fatto molto che sta investendo molto in social è proprio la Germania dove ogni turista diventa dal punto di vista social ambasciatore del proprio paese. A noi questa cosa, secondo me manca, manca anche come figure professionali. Se noi andiamo a vedere I nostri musei come sono digitalizzati, ma le stesse strutture alberghiere, ci rendiamo conto che non siamo propri primi del nostro continente. Se noi pensiamo anche che il Wi-Fi adesso è la caratteristica più ricercata su Booking quando si prenota una stanza; dare una camera senza Wi-Fi è come dare una camera senza bagno. Un turista che viene da fuori vuole il Wi-Fi, vuole proprio utilizzare quelle app che poi creano proprio quel sottobosco di start-up digitali etc; vuole utilizzare le app ed essere connesso. Se noi pensiamo che oggi c'è un turismo molto giovane che però vuole una cosa social; io vivo una esperienza turistica la devo fotografare mettere sui social in quel momento in cui la sto vivendo; perché se io devo farlo tornando in camera il mio viaggio non vale più.