ricevi qa sulla e-mail: ISCRIVITI
cerca articoli
parole chiave
Dal
Al
Autore

immagine dell'articolo

Torna all'antico splendore la statua del "Todaro" a Venezia

Maria Rosaria Pastorelli

Dopo circa un anno di lavori di restauro è tornata al suo antico splendore l’originale della statua di San Teodoro (Tòdaro per i veneziani). L’originale di questa statua, assolutamente unica per forza emblematica e fattezze, è esposto da oltre un lustro sotto il portico del cortiletto dei Senatori all’ingresso di Palazzo Ducale dopo che, nel 1940, venne rimosso dalla colonna (dove dal 1948 è stata posizionata una copia in pietra d’Istria), per proteggerlo da eventuali danni bellici.

L’opera è stata oggetto di un delicato intervento di restauro durato 11 mesi, realizzatosi grazie alla collaborazione tra Comune di Venezia, Fondazione Musei Civici di Venezia e Fondaco (al settimo progettoper Palazzo Ducale) e alla sensibilità della sociètà privata Rigoni di Asiago che ha finanziatol’intervento. Durante i lavori una webcam appositamente installata nel cantiereha permesso di seguire in diretta tutte le sue fasi tramite la piattaforma SkylineWebcams con ben oltre 150mila contatti da tutto il mondo. L’intervento si è delineato in una serie di complesse azioni che hanno incluso il consolidamento, la pulitura, la stuccatura, la ricostruzione e laprotezione dei vari elementi lapidei e bronzei che compongono questa statua ibrida estremamente delicata e fragile, nata dall’assemblaggio di parti diverse (la testa il busto, le armi ecc.) per provenienze, materiali ed epoche. La testa - probabilmente d’epoca costantiniana, anche se rimaneggiata, è in marmo bianco proveniente dalla Turchia occidentale – viene identificata sulla base del confronto con le immagini monetali in un ritratto di Mitridate VI Eupator, il famoso re del Ponto che tenne per decenni in scacco iRomani sino alla sua morte nel 63 a.C. e probabilmente giunse a Venezia da Costantinopoli.

Il torso, decorato da Vittorie che incoronano un trofeo, apparteneva con probabilità a una statua loricata dell’imperatore Adriano. Lo scudo è in pietra d’Istria; gambe, braccia e drago sono in marmo proveniente dall’isola di Proconneso nel Mar di Marmara; altre parti sono in marmo pentelico, lo stesso scavato vicino ad Atene e usato anche per il Partenone, mentre le armi in metallo sono d’epoca medievale.

Si tratta di uno straordinario palinsesto della storia e della cultura millenaria di Venezia, della sua capacità di sintesi e d’incrocio di genti, arti e civiltà.

“L’intervento di restauro dell’originale della statua del Todaro è davvero significativo – ha commentato Mariacristina Gribaudi, Presidente dellaFondazione Musei Civici di Venezia – perché esemplifica perfettamente come dovrebbe concretizzarsi il rapporto di collaborazione tra Fondazione Musei Civici e imprese, in quell’ottica strategica dei rapporti tra pubblico e privato volti alla salvaguardia e valorizzazione del nostro straordinario patrimonio. Il contributo della Rigoni di Asiago - che con i suoi prodotti e la sua filosofia concorre a rafforzare la squadra delle imprese venete riconosciute a livello internazionale – rappresenta una sinergia virtuosa e di reciproco beneficio. Siamo quindi pronti a salutare il ritorno del Todaro, riportato al suo antico splendore!”                 “Ogni recupero che interessa opere che appartengono all’immenso patrimonio artistico veneziano – ha dichiarato Gabriella Belli, direttore della Fondazione – è sempre da considerarsi un fatto straordinario che va salutato con grande spirito di riconoscenza e orgoglio. Il Tòdaro, vero e proprio emblema della storia di

Venezia e delle genti venete nei secoli, torna a essere visibile grazie a una sapiente azione che ha visto il coinvolgimento del mondoivato-imprenditoriale e le istituzioni. Questa statua, che ben esprime la grandezza di Venezia nella capacità di fondere culture diverse, ritornerà dunque a esercitare il suo millenario fascino nei confronti dei visitatori di Palazzo Ducale, altro incomparabile luogo simbolo di questa meravigliosa città.’