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Premio Internazionale Carlo Scarpa per il giardino. XXVIII edizione

Lanzarote e il suo Jardín de Cactus, luogo scelto dal Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2017 della Fondazione Benetton Studi Ricerche, saranno al centro di tre appuntamenti pubblici in programma a Treviso venerdì 19 e sabato 20 maggio: l’inaugurazione della mostra sul luogo designato con concerto di musica tradizionale delle isole Canarie; il seminario di approfondimento sul giardino e sul suo contesto; la cerimonia del Premio.

Il piccolo Jardín de Cactus inaugurato il 17 marzo 1990 a Guatiza nel nord-est di Lanzarote, isola dell’arcipelago canario accanto al continente africano, è parte di una speciale costellazione di cave e crateri coltivati, testimonianza esemplare di un fertile equilibrio tra natura e cultura. Per questo il Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche ha deciso di dedicargli la campagna di studio, di cura e di divulgazione della XXVIII edizione del Premio Carlo Scarpa, iniziativa culturale a cadenza annuale che accende lo sguardo su di un luogo particolarmente denso di valori di natura, di memoria e di invenzione.

Questo luogo, l'antica cava di Guatiza trasformata in giardino, costituisce uno dei più significativi progetti dell’artista César Manrique (1919–1992) per Lanzarote, realizzato lavorando nel suolo dell’isola con le modalità proprie della sua storia e dei suoi abitanti: costruire terrazzamenti, stendere superfici di terra vulcanica, elevare strutture in pietra per la protezione dal vento, coltivare, in questo caso, una collezione di migliaia di cactus disposti con gusto teatrale per la gioia degli abitanti e degli ospiti.

Su quest’isola di vulcani, distese di sabbie e di cenere, senz’acqua, battuta da venti africani secchi e costantemente attraversata dagli alisei provenienti da nord-est, vediamo maturare il rapporto dell’uomo con il proprio ambiente in chiave di esercizio di resistenza. César Manrique ha saputo, nel suo tempo, riconoscere il valore dei propri luoghi e mettere in atto strumenti e pratiche tali da sviluppare una coscienza sociale e politica di un ambiente sino ad allora considerato povero e privo di attrattività. Il contributo di questo artista militante che, a partire dagli anni sessanta, si batte contro lo sfruttamento turistico dell’isola, proponendone un modello alternativo, ci mette di fronte alle questioni irrisolte nel rapporto tra conservazione e trasformazione nel campo del paesaggio. Manrique ha mostrato in questo senso, con il proprio lavoro, una possibile strada, costruendo luoghi come il Jardín de Cactus, che nel loro insieme si presentano come il manifesto di un diverso modo di vivere nell’isola e di riconoscerne, con occhi nuovi, la bellezza.